Greenpeace chiede al ministro dell’Ambiente Corrado Clini di “voltare pagina rispetto alle politiche sul clima adottate dai governi italiani precedenti e di lavorare affinche’ l’Italia assuma una posizione forte e ambiziosa per la salvaguardia del clima e per il rinnovo del protocollo di Kyoto“. Sul proprio sito internet l’associazione ambientalista chiede agli utenti di mandare al Ministro Clini, che sara’ presente a Durban la settimana prossima, una cartolina virtuale con una foto delle tragiche alluvioni che questo autunno hanno colpito tutta la penisola, dal Piemonte alla Sicilia, passando per Liguria, Toscana e Lazio. Sono le cartoline dal ‘caos climatico’ che portano il messaggio: “Il clima cambia. La politica deve cambiare“.
“Sulla questione dei cambiamenti climatici, l’Italia ha da troppo tempo una posizione di retroguardia rispetto agli altri Paesi europei e si e’ sempre opposta, in sede internazionale, all’adozione di leggi e politiche piu’ ambiziose sul clima. Il Ministro Clini ha l’occasione di voltare pagina rispetto ai governi precedenti e contribuire al raggiungimento di accordi internazionali per la salvaguardia del clima in linea con quanto chiesto dai cittadini” spiega Salvatore Barbera, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace.
Ecco e richieste di Greenpeace ai governanti a Durban: Garantire che il 2015 sara’ l’anno di picco delle emissioni di gas serra, che di li’ in avanti dovranno decrescere rapidamente. Inoltre Greenpeace chiede “di allineare gli orientamenti della politica, in materia di riduzione delle emissioni, a quelli della scienza; garantire la sopravvivenza del protocollo di Kyoto e approntare un mandato per un nuovo accordo vincolante per la salvaguardia del clima; garantire i fondi necessari per la lotta ai cambiamenti climatici“. E ancora: “Sviluppare una quadro d’interventi condiviso per la protezione delle foreste nei paesi in via di sviluppo; rispondere alle esigenze dei Paesi e delle comunita’ piu’ vulnerabili; garantire cooperazione internazionale su tecnologia e finanza energetica; garantire la trasparenza internazionale nel valutare e monitorare gli impegni e l’operato dei vari Paesi“. Infine, garantire trasparenza e piena partecipazione democratica nei lavori dell’ Unfccc.


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