La conseguenza più immediata della corrente marina superficiale calda, determinata dagli alisei in corrispondenza dell’ equatore, di cui abbiamo detto negli articoli precedenti è che, in condizioni normali, la temperatura superficiale del mare, in prossimità dell’ Indonesia, è più calda di quella in prossimità delle coste americane. In effetti, in corrispondenza delle coste dell’Ecuador esistono altri due fenomeni che tendono entrambi a rendere più bassa la temperatura. In primo luogo si ha il fenomeno della risorgenza: si è detto che nell’Oceano Pacifico, davanti alle coste del sud America, vi è una forte corrente ascendente ed essendo la temperatura degli abissi molto più bassa di quella della superficie, la temperatura del mare risulta più fredda di quello che dovrebbe essere a parità di latitudine.
In secondo luogo occorre tener presente la corrente di Humboldt. Abbiamo detto infatti che il massimo del fenomeno della risorgenza avviene in prossimità del Cile, che si trova ad una latitudine sud da 18°S a 56°S. Da questa zona parte la corrente fredda di Humboldt che trasporta superficialmente l’ acqua dell’ Oceano verso l’ Equatore.
La somma dei due effetti, fa in modo che la temperatura del mare in corrispondenza dell’ Ecuador, sia più bassa di quella che dovrebbe essere se non ci fosse l’ effetto della risorgenza e della corrente di Humboldt. La fascia più calda è infatti davanti alle coste del Messico, che si trovano ad una latitudine di 15 gradi nord, anzicché sotto l’equatore come ragionevolmente ci si dovrebbe aspettare. A causa dell’ insieme di tutte le correnti che abbiamo descritto, si ha che la temperatura del mare nella fascia equatoriale del Pacifico, in prossimità delle coste asiatiche è da 3 a 8 gradi centigradi più alta rispetto a quella del Sud America. In questo modo abbiamo spiegato, spero in forma chiara e completa, l’anomalia che si presenta nell’Oceano Pacifico, lungo la fascia equatoriale. Passiamo adesso dall’ambiente marino a quello dell’atmosfera, che è la causa dell’ Oscillazione Meridionale.
Abbiamo già detto che i venti, in prossimità dell’ Equatore soffiano sempre nella stessa direzione. Analizzando la velocità con cui soffiano gli alisei, vediamo che essa dipende dalla differenza di pressione tra la zona occidentale e quella orientale dell’Oceano Pacifico, nella fascia intertropicale.
Uno studioso inglese, Sir Gilbert Thomas Walker, nel 1923, ebbe il merito di notare che le pressioni, nelle diverse parti dell’oceano, per un paio di anni avevano valori costantemente più alti della media, mentre nei due anni successivi i valori erano più bassi della media. Poi la situazione si invertiva assumendo un andamento ripetitivo. La geniale intuizione che gli permise di scoprire il fenomeno, fu quella di esaminare non le pressioni nelle singole località, ma la differenza tra le pressioni misurate in due punti diversi. In particolare se si prendeva in considerazione la differenza tra le pressioni di Tahiti e Darwin, l’andamento oscillante veniva esaltato.
Tra le due località esisteva infatti un evidente correlazione o “teleconnessione” come è stata allora ribattezzata una relazione a distanza, che permetteva di tracciare un grafico “sinusoidale”, ovvero simile all’andamento di un elettrocardiogramma, con un massimo ed un minimo che si ripetevano con un periodo quasi costante di circa cinque anni. Lo studio di Sir Walker non si limitò tuttavia a questa semplice oscillazione. Egli elaborò un modello matematico che descriveva l’andamento della circolazione atmosferica in tutta la fascia equatoriale, rendendo conto del perché in alcune zone avvenivano delle precipitazioni più abbondanti rispetto ad altre località. Se a tale modello si sovrappongono gli effetti dell’Oscillazione Meridionale, si ha una spiegazione logica del fatto che le precipitazioni più abbondanti o i periodi di siccità, non avvengono sempre nelle stesse zone, ma si spostano periodicamente con gli stessi tempi delle oscillazioni delle pressioni tra Tahiti e Darwin.
Sulla base di queste premesse, lo stesso Sir Walker elaborò un indice che pose alla base dei suoi calcoli. Esso teneva conto della differenza, calcolata per periodi stagionali e mensili, delle pressioni tra Tahiti e Darwin, misurate giornalmente nel corso degli anni.
In formule, l’ Indice dell’ Oscillazione Meridionale (Southern Oscillation Index – SOI) è:
SOI = 10 * ( ((dif men) – (dif med)) / (st dev) )
Dove:
“dif men” = differenza mensile tra la pressione di Tahiti e quella di Darwin del mese ed anno in questione.
“dif med” = differenza mensile media tra la pressione di Tahiti e quella di Darwin del mese in questione, per tutti gli anni presi in considerazione.
“st dev” = deviazione standard della differenza mensile tra la pressione di Tahiti e Darwin del mese in questione, per tutti gli anni presi in considerazione.
Il fatto che i valori siano moltiplicati per un fattore 10, è solo una comodità di lettura dei dati.
