
Il rover Curiosity della NASA, il più grande esploratore e il più sofisticato robot mai costruito, è decollato oggi pomeriggio con destinazione Marte, dove cercherà segni di vita passata e non solo. Curiosity è di dimensioni pari ad una vettura di grandi dimensioni e pesa una tonnellata, ha un raggio laser per la ricerca sulle rocce e un kit di strumenti per analizzare il loro contenuto. Ha inoltre un braccio robotico, una “trivella” e un insieme di 10 strumenti scientifici tra cui due telecamere a colori. I sensori le permetteranno di indagare sul clima marziano e sui livelli di radiazione in atmosfera, dati importanti per la NASA in relazione a future missioni di esplorazione umana. Conosciuta formalmente come il Mars Science Laboratory (MSL), la sonda lanciata alle 16:02 (ora italiana) in cima a un razzo Atlas V ha iniziato il suo viaggio di quasi nove mesi verso il Pianeta Rosso, distante ben 570 milioni di Km. La macchina più avanzata che vagherà sulla superficie del pianeta rosso è costata circa di 2,5 miliardi dollari tra costruzione e lancio, ed è stata descritta dalla NASA come “la macchina dei sogni“. E’ alimentata da combustibile nucleare ed è circa il doppio dei gemelli Spirit e Opportunity che sono atterrati su Marte nel 2004. Gli scienziati sperano di ricevere informazioni preziose circa l’abitabilità passata, presente e futura di Marte, per aiutare il piano spaziale statunitense in relazione ad una missione umana che avverrà forse dal 2030. Il rover non è attrezzato per rilevare organismi viventi, ma potrebbe trovare i campioni di carbonio organico che indica la presenza di vita passata su Marte, o presente, in forma microbica. Uno degli strumenti chiave di bordo è un fascio laser con l’energia di un milione di lampadine per raccontare agli scienziati ciò che costituisce una roccia marziana. Si tratta di un braccio meccanico che può raggiungere le rocce da 8 metri di sistanza, spazzolando, analizzando, osservando le superfici delle rocce soggette ad eventi atmosferici ed esplorare anche l’interno della roccia. Il braccio robotico del rover, nel frattempo, potrà trivellare nel terreno o nelle rocce per prendere campioni di polvere, e un laboratorio di chimica attraverso telefonia mobile a bordo, potrà setacciare la polvere in tempo rale ed inviare le informazioni agli scienziati. Il punto di atterraggio per il rover sarà il cratere Gale vicino all’equatore di Marte, ed è stato scelto dopo un lungo studio perché contiene molti strati di sedimenti che potrebbero rivelare molto sul passato del pianeta. “Sta andando alla ricerca di luoghi abitabili sia passati che futuri o attuali,” ha detto Mary Voytek, direttore del Programma di Astrobiologia della NASA. Il progetto è destinato a durare due anni terrestri, o un intero anno marziano, ma la NASA spera che, come alcuni dei suoi rover in passato, Curiosity sopravviva più del previsto. Circa una dozzina di missioni su Marte sono state lanciate negli ultimi tre decenni dalle agenzie spaziali mondiali, ma solo la metà sono riuscite. L’esplorazione di Marte della NASA iniziò con lo sbarco del 1976 della sonda Viking, che rispetto al rover attuale risulta decisamente meno tecnologico.


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