Si e’ appena conclusa, presso la sede dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), la prima riunione del progetto “ESPAS – Near-Earth Space Data Infrastructure for e-Science” sullo studio della meteorologia spaziale terrestre. Il coordinatore del progetto e’ il Professor Mike Hapgood dello Science and Tecnology Facilities Council, il responsabile italiano e’ il Dirigente di Ricerca Bruno Zolesi, fisico dell’INGV. Il Consorzio ESPAS coinvolge ventidue partners di dieci Stati membri dell’UE, USA e Norvegia. Gli studiosi degli Enti di ricerca e delle Universita’, si sono riuniti in un meeting scientifico per dare il via alla creazione di una struttura che consenta di gestire, attraverso strumenti adeguati, la raccolta di dati provenienti da piu’ fornitori, (per esempio dati che raccolgono osservazioni terrestri acquisite con piu’ strumenti e tecniche, misure satellitari).
L’interfaccia ESPAS – si legge ancora in una nota dell’Ingv – fornira’ l’accesso a un insieme eterogeneo di banche dati, al fine di facilitare e coordinare il lavoro di molti scienziati che si occupano di studiare l’interazione fra la Terra e il Sole. Il progetto durera’ quarantadue mesi, a partire dal mese di novembre 2011. Allo stato attuale i dati che provengono da diverse stazioni, hanno differenti formati e protocolli e adottano diverse politiche del dato. Lo sforzo e’ quello di integrare queste diverse sorgenti di informazioni in un unico servizio. Informazioni che riguardano la meteorologia spaziale, e in particolare quelli che riguardano la termosfera, la plasmosfera e quindi l’atmosfera. Il coordinamento di questi preziosi studi miglioreranno la ricerca futura sulla meteorologia spaziale e sulla conoscenza del Sole nel suo rapporto con il nostro pianeta. L’altro obiettivo e’ quello di trasformare i dati di scienza pura in applicazioni commerciali e operativi per la societa’. L’INGV e’ Leader del working page Tre, che si occupa dell’interazione fra la comunita’ scientifica partecipante al progetto, mettendo a disposizione i suoi data base e la sua strumentazione, come per esempio le ionosonde, i GPS, i magnetometri.
Ingv: via al progetto ‘ESPAS’ per studiare la meteorologia spaziale terrestre


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