Maltempo, Gabrielli: “migliorare la prevenzione”

I bilanci, quando ci sono 20 morti, sono solo negativi. Ma si possono trarre insegnamenti: se e’ problematico pensare a interventi di protezione strutturale in tempi brevi, perche’ c’e’ bisogno di tempo e risorse che in questo momento mi sembra complicato poter reperire con facilita’, si deve sviluppare al massimo la prevenzione di Protezione civile“. Lo ha detto all’Adnkronos Franco Gabrielli, capo del dipartimento della Protezione civile, a margine della conferenza internazionale “Protezione civile e aiuti umanitari“, in corso alla Biblioteca centrale nazionale di Roma, facendo il punto sull’ultima emergenza maltempo e i meccanismi di Protezione civile. “Dunque -spiega Gabrielliservono adeguati piani di prevenzione, informazione alla popolazione, attivita’ di autoprotezione. Sono le tre cose da fare -rimarca il prefetto- perche’ i piani di Protezione civile non devono rimanere nel cassetto ma devono essere conosciuti e vissuti dalla gente. E poi serve affinare questo meccanismo di informazione alla popolazione, perche’ non si possono pretendere comportamenti di autoprotezione se le persone non sono adeguatamente informate su quello che avviene nei propri territori“.

Quanto al nuovo allerta meteo che potrebbe interessare il Sud, “la Protezione civile e’ ormai in campo -spiega Gabrielliattraverso un sistema che ormai ha un’architettura nota, dove le realta’ regionali, provinciali e comunali sono ‘la’ Protezione civile. Se qualcuno continua a pensare -fa notare il prefetto Gabrielliche la Protezione civile si identifichi con il dipartimento o magari con il suo solo capo dipartimento, non abbiamo capito niente. Se invece cominciamo a capire che la Protezione civile e’ un sistema dove ci sono strutture operative, ma dove tutti possono e devono fare la loro parte, allora il sistema funziona“. “Un sistema di protezione che c’e’ in qualche modo invidiato. Ma perche’ l’invidia non sia solo una categoria di pensiero ma qualcosa di reale -conclude Gabrielliquesto sistema dovra’ trovare risposte sempre piu’ concrete nelle cose che andremo a fare“.