
Nel primo articolo “Che inverno sarà? Ecco la prima (provvisoria) proiezione stagionale del 16/10/2011” annunciai una NAO mediamente negativa, a causa dell’attività solare e della Nina persistente. Nel frattempo abbiamo assistito ad una meridionalizzazione della circolazione sul continente europeo. Nuovi elementi possono essere presi in considerazione per farci un’idea della circolazione, seppur tenendo in mente che la stagionali sono poco affidabili e da prendere con le pinze.
1. Il Vortice Polare
La stratosfera nel corso di novembre si raffredderà sul Polo Nord (vedi immagine). Questo nel giro di poche settimane alimenterà il Vortice Polare con NAO in aumento. La corrente a getto atlantica si rafforzerà nel mese di dicembre con perturbazioni che mireranno l’Europa Occidentale. La corrente media sarà da SW, con pressione mediamente alta sull’Europa orientale e sulla Scandinavia. In tal caso non si escluderebbe un HP dinamico alimentato dal getto e da una saccatura atlantica. Potrebbe favorire un HP temporaneosul Mare del Nord (e/o Danimarca con filiale sulla Scandinavia) con temporanea avvezione gelida sull’Europa Centrale, Balcani e sull’Italia.
2. QBO
La QBO – secondo le ultime elaborazioni – dovrebbe mirare verso Ovest soltanto nella seconda parte dell’inverno. Nel corso di gennaio o alla fine del mese, la stratosfera dovrebbe riscaldarsi con un vortice polare in indebolimento. L’AO dovrebbe tornare neutra o addirittura negativa a febbraio. Diventa sempre più probabile un brusco colpo di scena a febbraio, con correnti meridionali ed una vasta goccia fredda sull’Europa Centrale, con correnti nordiche (fredde) e neve a quote basse.
3. Sintesi provvisoria
Potremmo dunque assistere ad un mese di dicembre dominato dall’alta pressione, con possibilità di una colata gelida generata da un HP più nordico. Gennaio potrebbe risultare poco entusiasmante con NAO sempre alta, ma pian piano con tendenza verso nuovi blocking nordici e correnti meridionali. Febbraio dovrebbe essere il mese più dinamico, con perturbazioni ed incursioni fredde che dovrebbero soprattutto colpire le zone del CentroNord e dell’Europa Centrale.


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