
Piogge e rovesci, a tratti anche a carattere torrenziale, continuano a martellare incessantemente, da oltre 3 giorni, l’estremo lembo sud-orientale della Sicilia, ormai messo a dura prova da allagamenti e smottamenti. La caratteristica di questa fase di maltempo è che si concentra proprio tra il ragusano e il siracusano, lungo il versante orientale dei monti Iblei. Proprio sull’est degli Iblei ci sono località che in poco più di 48 ore hanno registrato accumuli un po’ allarmanti, con picchi di oltre i 260-270 mm. Ispica in mattinata, con gli ultimi rovesci, ha sfondato il muro dei 270 mm, si tratta di un quantitativo davvero rilevante, anche se concentrati in quasi 3 giorni di piogge persistenti. A seguire troviamo il paese di Canicattini Bagni, sul versante est ibleo, che ha accumulato ben 210 mm d’acqua. Molto rilevanti i 170 mm di Sortino, i 150 mm di Palazzolo Acreide, i 135 mm di Noto e i 130 mm di Scigli. A Ragusa l’apporto pluviometrico ha lambito i 95 mm, mentre a Siracusa non si sono superati gli 82 mm.Il notevole quantitativo d’acqua caduto ha ingrossato i vari fiumi e piccoli torrenti (vedi il Cassibile, il Cavodonna e il Tellaro) della fascia iblea che si sono resi minacciosi, rischiando di esondare in più punti. In molti casi non sono mancati gli allagamenti che hanno creato non pochi disagi nei principali centri abitati, fra ragusano e siracusano. Come abbiamo detto in precedenza non è un caso se gran parte degli apporti pluviometrici over 150-200 mm, già di per se molto abbondanti (anche se le località del versante est degli Iblei in presenza di umidi venti di Levante dal basso Ionio possono fare accumuli anche di 300 mm), si siano rilevati nelle località che bordano gli Iblei orientali e meridionali.
Del resto il quadro sinottico che si è venuto a creare in questi ultimi giorni non poteva fare altro che agevolare una tre giorni di grandi piogge lungo le coste sud-orientali della Sicilia. Questo perché la goccia fredda nord-africana che nei giorni scorsi ha causato le gravi inondazioni tra l’est dell’Algeria e l’alta Tunisia (compresa la capitale Tunisi che è stata allagata) si è poi spostata verso la parte più bassa del Canale di Sicilia, nel tratto di mare a sud di Malta e delle Pelagie. L’area ciclonica chiusa in quota (500 hpa) è rimasta semi/stazionaria in loco per più giorni, essendo bloccata a levante da un solido anticiclone di blocco sull’est Europa, pilotando verso le coste della Sicilia orientale umidi e instabili venti di Levante provenienti dal bacino centro-orientale del mar Mediterraneo. L’umida ventilazione orientale, impattando con il versante est degli Iblei, ha addensato una consistente nuvolosità, di natura orografica, che ha dato luogo a delle piogge e qualche rovescio persistenti per vari giorni. Nel frattempo in alta quota (a 500 hpa), nella media troposfera, si è insinuato un ramo secondario del “Jet Stream”, a seguito di una possente ondulazione ciclonica in formazione sul nord Atlantico, con intense correnti occidentali che alle quote superiori hanno interagito con l’umida e più tiepida ventilazione orientale presente tra basso Ionio e Canale di Sicilia.

Da tale divario, fra l’aria tiepida e molto umida nei bassi strati contro quella più fredda e instabile da Ovest presente in quota, si è venuta a sviluppare un’area di convergenza che ha favorito la nascita e la costruzione di importanti sistemi temporaleschi, fra basso Ionio e Canale di Sicilia, in prossimità del perno della goccia fredda in quota rimasta semi/stazionaria in loco per più giorni. Alcuni di questi nuclei convettivi, una volta formati sul mare, si sono poi spinti in modo retrogrado, lungo il bordo settentrionale della circolazione ciclonica in quota, in direzione delle coste sud-orientali sicule, fra Capo Passero e le coste del siracusano, apportando cosi forti rovesci di pioggia, alle volte accompagnati da fulminazioni e colpi di vento da est. Questi rovesci temporaleschi si sono sommati alle persistenti piogge orografiche, causate dagli umidi venti orientali dal basso Ionio, che in questi 3 giorni hanno insistito sul versante orientale e meridionale degli Iblei, appesantendo ulteriormente il terreno e favorendo questi accumuli quasi alluvionali, con picchi di 250-270 mm. Il maltempo non ha risparmiato neppure le isole Pelagie (Lampedusa e Linosa), Pantelleria e Malta dove per vari giorni si sono susseguite piogge, rovesci e temporali, alternati a brevi pause soleggiate. Per fortuna il peggio pare che sia passato e già dalle prossime ore si può sperare in un più corposo miglioramento delle condizioni meteorologiche nel sud della Sicilia e sugli arcipelaghi prospicienti, con il progressivo colmamento della goccia fredda in quota che nel frattempo si sarà allontanata sul mar Libico. Bisogna però sottolineare che in vista di un nuovo ingresso perturbato dal vicino Atlantico, diretto verso il nord Italia, lungo il Canale di Sicilia si attiveranno sostenuti, a tratti intensi, venti di Scirocco, dalla Tripolitania e bassa Tunisia, che renderanno il mare molto mosso fino ad agitato nei prossimi giorni, con onde alte fino a 3.0 metri e serio rischio di interruzioni nei collegamenti marittimi con le Pelagie e Pantelleria.



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