Meteo Week-End: torna l’anticiclone con nebbie al centro-nord, ma occhio al peggioramento per la prossima settimana al sud

Si nota la profondissima area depressionaria, da 945 hpa, centrata a largo delle coste norvegesi

La settimana appena trascorsa è stata, purtroppo, ancora caratterizzata dalle abbondanti precipitazioni che hanno flagellato molte aree dell’Italia meridionale e le isole maggiori, dove localmente si sono avute delle vere e proprie fasi alluvionali che hanno cagionato un ingente numero di danni e purtroppo anche dei morti. Nella frazione di Scarcelli, a Saponara, si sono contati tre morti, tra cui un bimbo di appena 10 anni, a seguito di un grosso smottamento che è sceso dalla collina circostante, investendo alcune abitazioni. La zona più duramente colpita è quella del messinese tirrenico, nell’area compresa fra le cittadine di Barcellona Pozzo di Gotto, Milazzo, fino a Villafranca tirrena e le frazioni più settentrionali del comune di Messina (Ortoliuzzo, Rodia, S.Saba), dove si è venuta a realizzare una particolare configurazione, su scala locale, meglio nota con il termine di “effetto Alcantara-Agrò”, che ha dato i natali a un pericoloso temporale autorigenerante che è stato inclinato su se stesso da un possente flusso sciroccale che ha sferzato con forza tutta la dorsale peloritana. L’infido sistema temporalesco a mesoscala in meno di 10 ore, insistendo sull’estrema punta nord-orientale della Sicilia, avrebbe scaricato oltre 400 mm di pioggia lungo il versante meridionale dei Peloritani. Sulle zone pedemontane, tra l’area di Barcellona Pozzo di Gotto, Saponara e i comuni di Rometta e Villafranca tirrena, gli accumuli sarebbero superiori ai 200-300 mm in meno di 5 ore di precipitazioni a carattere monsonico. La gran quantità d’acqua caduta in poche ore non è stata sufficientemente smaltita dalle varie fiumare che con il loro carico di acqua, fango, tronchi d’albero e detriti sono esondate in più punti, interrando case e interi centri abitati. Un disastro che è stato fortemente sottovalutato in partenza, visto la vastità di territorio rimasto vulnerato dall’evento davvero eccezionale, simile per certi aspetti, a quando accaduto nelle medesime aree fra il Dicembre 1972 e il Gennaio 1973.

L'anomalia barica che sta caratterizzando questo autunno 2011

Dal punto di vista sinottico, dopo la violenta fase di maltempo che ha sferzato buona parte del meridione, l’alta pressione oceanica torna a rinvigorirsi, riconquistando buona parte del territorio nazionale e premendo in direzione delle isole maggiori e delle estreme regioni meridionali che sono rimaste seriamente vulnerate dalle forti piogge dei giorni scorsi. Durante il prossimo fine settimana un robusto promontorio anticiclonico, di matrice oceanica, dal vicino medio Atlantico si espanderà, con i suoi elementi, in direzione dell’Europa centrale e in parte di quella orientale, con dei massimi al suolo di oltre i 1032 hpa, che si posizioneranno fra l’est della Francia, la Svizzera, il sud della Germania, l’Austria, la Repubblica Ceca e l’Ungheria. Questa importante spinta dell’alta pressione oceanica sarà determinata da un netto ricompattamento del vortice polare in sede artica che inizia a sfornare i primi profondissimi minimi depressionari, fino alla soglia di 945 hpa (davvero molto profondi), lungo il mar di Novergia e la penisola Scandinava. Tra la giornata di domani e quella domenicale l’area anticiclonica, che nel frattempo avanzerà verso i Balcani e il bacino del mar Nero, estenderà la sua “copertura” verso il bacino centrale del Mediterraneo, assicurando una certa stabilità atmosferica, con ampie schiarite e sprazzi soleggiati. Solo al nord, in particolare lungo la grande pianura Padana e sui litorali dell’alto Adriatico, il tempo, seppur stabile, rimarrà parecchio uggioso, a causa dei persistenti fenomeni nebbiosi e delle foschie che stagnano nei bassi strati, grazie alla tenacia dell’alta pressione che assicura la formazione dello strato di inversione termica. Intanto, mentre sui litorali della Sicilia ionica e della Calabria ionica si parla di una stagione piovosa davvero eccezionale, con picchi prossimi ai 1800-2000 mm (persistenza delle correnti orientali), in molte aree del centro-nord, dal bacino dell’Arno all’Emilia e Romagna si riavvicina lo spettro, tanto temuto dagli agricoltori, della siccità. Infatti, a causa della persistenza anticiclonica, in molte aree del nord non si vede una sola goccia d’acqua da settimane. In molti già lamentano la penuria d’acqua.Queste notevoli differenze che stanno spaccando in due il paese, tra un sud sempre più piovoso, epicentro di gravi fasi di maltempo, e un nord un pò più secco che vede da settimane una persistenza delle condizioni stabili, situazioni ideali per lo sviluppo delle nebbie e delle foschie nei fondovalle e sulle pianure, vengono in qualche modo esaltate da una particolare congiuntura barica sullo scenario europeo che continua a ripetersi con maggiore frequenza e che favorisce l’innesco di numerose fasi sciroccali (o venti più da Levante e Grecale) verso le nostre regioni meridionali, in particolari le isole, mentre buona parte del centro-nord rimane sotto l’attenta protezione dello scudo anticiclonico. Ciò è dovuto al persistente “forcing” nella media-alta troposfera che agevola l’insorgenza di imponenti promontori anticiclonici di blocco lungo l’Europa orientale e i vicini Balcani. Spesso, questi centri d’azione cosi posizionati, oppongono un muro alle circolazioni depressionari e ai fronti perturbati provenienti dal vicino Atlantico, favorendo un loro isolamento prolungato fra il bacino occidentale del mar Mediterraneo e l’Africa nord-occidentale, fra Marocco e Algeria. Tale situazione determina un notevole calo dei valori dei geopotenziali, in quota, sopra l’entroterra nord-africa, dove si origina una sorta di “falla barica” permanente che funge da calamita alle saccature e alle aree cicloniche di matrice atlantica che tentano di scavalcare la penisola Iberica e lo stretto di Gibilterra per riversarsi sul “mare Nostrum”. Isolandosi nel cuore dell’entroterra algerino queste aree cicloniche, ben strutturate in quota (goccia fredda), tendono ad approfondirsi ulteriormente nel tratto sottovento alla catena dell’Atlante, risalendo verso nord-est, in direzione del Mediterraneo centro-occidentale, dove acquistano molta potenza e pericolosità, scaricando ingenti precipitazioni tra la Sardegna meridionale e la Sicilia orientale. Purtroppo anche durante l’imminente fine settimana una nuova circolazione depressionaria si andrà a formare e isolare sopra l’entroterra desertico algerino, a sud della catena montuosa dell’Atlante, dove si verificheranno delle piogge e dei temporali che dal sud dell’Atlante potranno sconfinare in pieno deserto, con fenomeni localmente intensi, specie nella giornata domenicale. A questa anomalia bisognerà fare molta attenzione visto che già a partire dalla nuova settimana potrà dare luogo a una importante fase perturbata verso le regioni meridionali, in particolare le isole maggiori.

Nebbie e foschie persistenti sulla pianura Padana

Ma ora andiamo a vedere nel dettaglio il tempo previsto per questo fine settimana.

PREVISIONI

SABATO 26 NOVEMBRE 2011

Al mattino avremo condizioni di cielo sereno o poco nuvoloso sulle Alpi e sulle vette dell’Appennino settentrionale. In pianura e sulle vallate insisteranno le nebbie e le foschie, a tratti anche dense, che comporteranno forti riduzioni di visibilità. Le nebbie tenderanno a diradarsi dalla tarda mattinata, lasciando lo spazio a delle foschie o a una copertura di nubi basse che renderà il cielo nuvoloso e uggioso. In alcune aree, fra Lombardia, basso Veneto ed Emilia, le formazioni nebbiose rischiano di divenire persistenti anche nelle ore centrali del giorno. Sulle regioni centrali avremo una prevalenza di cieli sereni o poco nuvolosi. Qualche nube in più al mattino insisterà lungo i litorali adriatici, fra Marche, Abruzzo e Molise, e sui rispettivi entroterra. Torna un pò di sole anche sulle regioni meridionali, specie fra Campania, Calabria e Sicilia, dove si apriranno maggiori schiarite, con ampi spazi soleggiati. Una nuvolosità irregolare in mattinata si attarderà sulla Puglia centro-meridionale, sull’est della Lucania e lungo le coste della Calabria ionica. Durante la mattinata non è esclusa la possibilità di qualche locale ma breve piovasco sul Salento, ma nulla di significativo. Migliora pure sulla Sardegna, con qualche residuo addensamento sulle coste sud-orientali.

Nel pomeriggio persisteranno i cieli foschi e un pò grigi sulla pianura Padana, con foschie, anche dense, che andranno ulteriormente ad intensificarsi dalla serata successiva, con forti riduzioni di visibilità. Sulle vette alpine e sull’Appennino invece avremo condizioni di cielo sereno o poco nuvoloso. Prevale la stabilità e il bel tempo sulle regioni centrali, specie sui settori tirrenici, tra Toscana, Umbria, Lazio e Campania. Qualche nube sparsa insisterà sulle coste adriatiche, dalle Marche al Molise, ma nulla di importante. Cieli in genere sereni o poco nuvolosi anche sulle regioni meridionali, a parte qualche annuvolamento lungo l’area ionica, in particolare sul Salento e nel sud-est della Basilicata. Ampie zone di sereno avanzeranno pure sulla Sicilia.

DOMENICA 27 NOVEMBRE 2011

Al mattino l’alta pressione sull’Europa centrale favorirà condizioni di stabilità con dense nebbie e foschie lungo la pianura e i rispettivi fondovalle alpini e appenninici. Cieli sereni o poco nuvolosi insisteranno sulle vette alpine. Le nebbie tenderanno a diradarsi dalla tarda mattinata, lasciando lo spazio a delle foschie o a una copertura di nubi basse che renderà il cielo nuvoloso e uggioso. A tratti le nebbie e le foschie dense potranno insistere fino alle ore centrali della giornata, comportando drastiche riduzioni della visibilità. Sole e prevalenza di cieli sereni interesseranno anche la Liguria e il Friuli Venezia Giulia. Prevale il bel tempo anche sulle regioni centrali e meridionali, con cieli sovente sereni o poco nuvolosi, alternati a qualche modesto annuvolamento di passaggio in quota. Qualche residua nube al mattino potrebbe insistere tra la Puglia e l’alta Calabria ionica, ma anche qui dalla tarda mattinata i cieli sereni o poco nuvolosi la faranno da padrone. Prevale il bel tempo anche sulla Calabria e sulla Sicilia, con cieli pronti a spaziare dal quasi sereno al parzialmente nuvoloso.

Nel pomeriggio lungo la pianura Padana avremo ancora delle foschie o dei locali banchi di nebbia sparsi che andranno ad intensificarsi nel corso della serata/nottata successiva. Cieli sereni o poco nuvolosi sulla Liguria e sul Friuli Venezia Giulia. Prevale il bel tempo anche sulle regioni centrali e meridionali, con cieli sovente sereni o poco nuvolosi, alternati a qualche modesto annuvolamento di passaggio in quota. Cieli in genere sereni o poco nuvolosi anche in Calabria e sulla Sicilia. Dal pomeriggio un graduale aumento della nuvolosità medio-alta è attesa sulla Sardegna meridionale e sulle coste del cagliaritano per l’inserimento di umidi venti di Scirocco.

TEMPERATURE

Sono attese stazionarie o in aumento nei valori massimi al centro-sud, in lieve diminuzione le minime. Farà ancora un pò di freddo al nord, specie al primo mattino e durante le ore notturne.

VENTI

Domani soffieranno quasi ovunque da deboli a molto deboli, con una componente più settentrionale sull’Adriatico centro-meridionale, con ulteriori rinforzi da Nord sull’alto Ionio e Canale d’Otranto, mentre una componente più da NE sarà presente sul basso Ionio, a ridosso delle coste siciliane orientali. Domenica i venti si attenueranno sensibilmente su tutti i bacini, con un residuo vento da Nord sullo Ionio, mentre fra il Canale di Sardegna e il Canale di Sicilia dal pomeriggio/sera si inseriranno correnti più da E-SE che andranno ad intensificarsi dalla serata successiva.

MARI

Si presenteranno tutti da poco mossi a localmente mosso il basso Adriatico, mentre lo Ionio risulterà ancora mosso. Domenica invece tutti i mari rimarranno poco mossi, a parte lo Ionio a largo che rimarrà mosso. Dal pomeriggio/sera domenicale il moto ondoso andrà ad aumentare anche sul Canale di Sicilia e Canale di Sardegna che diverranno mossi a largo.

TENDENZA PER LA PROSSIMA SETTIMANA

La pausa soleggiata purtroppo risulterà alquanto effimera sulle isole maggiori e sulle regioni meridionali visto che già da martedi, con l’avvicinamento della circolazione ciclonica chiusa, in fase di isolamento sull’entroterra algerino, dovranno fare i conti con un nuovo peggioramento che potrebbe portare nuove piogge e dei rovesci sparsi e qualche temporale tra la Sardegna meridionale e la Sicilia. Dei fenomeni localmente intensi potranno interessare il cagliaritano. Il peggioramento sarà accompagnato da un sostenuto flusso sciroccale che andrà a sferzare le isole maggiori, in particolare i Canali circostanti. Per maggiori approfondimenti vi invitiamo a seguire i prossimi aggiornamenti.