Nevicata da record a Juneau, nel sud dell’Alaska; ma nei prossimi giorni altre badilate di neve cadranno sulla Catena Costiera

L’intensa depressione extratropicale, da 945 hpa, che nei giorni scorsi ha devastato e inondato, con furiosi blizzards e raffiche di vento che hanno superato i 130-140 km/h, le coste dell’Alaska nord-occidentale, come previsto, si è mossa verso nord-est, raggiungendo l’altopiano ghiacciato interno, andando a perdere gran parte del suo potenziale. Qui incontrando i rilievi appartenenti alla Catena di Brooks, nel nord dell’Alaska, che raggiungono picchi di oltre 2500-3000 metri di altezza, ha dovuto rallentare il suo movimento verso il mare di Beaufort, rimanendo quasi stazionaria nella medesima area. Al contempo, la profonda area ciclonica, rimanendo quasi bloccata tra il nord dell’Alaska e l’area Artica, ha continuato a pompare masse d’aria un po’ più tiepide e umide dal mare di Bering e dal Pacifico settentrionale, tramite una forte ventilazione da SO o più meridionale che ha addensato estesi ammassi nuvolosi in direzione delle coste dell’Alaska occidentale, dove si sono registrate nevicate persistenti e piuttosto intense per diversi giorni di fila.

Il profondissimo ciclone extratropicale che ha spazzato l'Alaska nei giorni scorsi

L’area più colpita è quella sud-occidentale, ma non solo. Soprattutto nella giornata di lunedi 14 Novembre le nevicate sono risultate davvero molto forti, con accumuli giornalieri prossimi ai record assoluti per il corrente mese. Nelle cronache locali di Juneau, importante città dell’Alaska meridionale, da giorni non si fa che parlare della pesante nevicata che ha colpito la città, nella giornata di lunedi 14 Novembre 2011. Difatti lunedi Juneau è stata investita da una forte e persistente nevicata che ha lasciato al suolo oltre 27.8 cm di neve fresca. La gran neve caduta ha coperto per intero le strade, tetti di abitazione, creando una enorme mole di disagi per la piccola comunità locale. Bisogna pure considerare che i 27.8 cm di neve fresca caduta rappresentano niente meno che il nuovo record di accumulo giornaliero. Letteralmente stracciato il precedente record di accumulo giornaliero stabilito nel 2006 con appena 14 cm. La nevicata, iniziatasi il giorno prima, alla fine ha accumulato un totale di ben 38 cm di neve, paralizzando per intero la piccola città e provocando innumerevoli incidenti stradali. Si tratta di un quantitativo davvero molto rilevante. Ma tanta neve è caduta sulle alture del vicino retroterra, dove il manto nevoso supera abbondantemente il metro di altezza.

Ma il peggio ancora deve passare sul settore nord-occidentale della West Coast. La presenza di una profonda area ciclonica extratropicale, centrata sul golfo d’Alaska, sta continuando a pilotare dal Pacifico settentrionale dei fronti nuvolosi, carichi di precipitazioni, in direzione delle coste meridionali dell’Alaska e della Columbia Britannica (Canada occidentale), dove nei prossimi giorni si attendono altre fitte nevicate, con fenomeni anche di forte intensità. L’ondata di maltempo sarà acuita dallo sviluppo di una saccatura che dal golfo d’Alaska, li dove è centrato il minimo depressionario principale, si prolungherà nel tratto di oceano Pacifico poco a largo delle coste della Columbia Britannica. La profonda circolazione depressionaria, con minimo sotto i 985 hpa, spostandosi lentamente verso sud-est, richiamerà intensi e burrascosi venti, dapprima meridionale, poi tendenti a ruotare più dai quadranti occidentali. Gli intensi venti occidentali saranno in grado di convogliare aria molto umida e instabile, di origine oceanica, in direzione dell’Alaska meridionale, della Columbia Britannica, stato di Washington e Oregon, addensando agli imponenti rilievi del vicino retroterra (la Catena Costiera) compatti addensamenti nuvolosi pronti a dare la stura a piogge e rovesci sulle coste che assumeranno carattere prettamente nevoso fino a bassa quota. Il notevole effetto “stau” esercitato da queste catene montuose esalterà ulteriormente le precipitazioni, rendendole persistenti e abbondanti.

 Tanta neve fresca andrà ad ammantare i versanti occidentali della Catena Costiera, dalla Columbia Britannica fino allo stato di Washington e all’Oregon, dove molte strade e passi di montagna rischiano la chiusura a causa degli eccessivi accumuli. Domani la coda dell’estesa perturbazione pacifica toccherà pure il nord della California, dalla città di Eureka fino alla baia di San Francisco, dove si attende un peggioramento del tempo con un aumento di nuvolosità e l’avvento di locali piogge e qualche rovescio che assumerà carattere nevoso solo sui rilievi più elevati, in particolare lungo il versante occidentale dei monti Klamath. Per quanto riguarda le nevicate a quote piuttosto basse bisogna sottolineare che solo lungo le coste dell’Alaska meridionale le precipitazioni potranno assumere carattere nevoso fino a livello del mare, causa un massiccio ingresso, a tutte le quote, di masse d’aria piuttosto fredde, di genesi artica, che discenderanno direttamente dall’altopiano dell’Alaska. Nella città di Janeau, già duramente provata dalle forti nevicate dei giorni scorsi, potranno cadere circa 5 cm di neve ad ogni ora, per un totale nelle 24 ore di circa 25 cm di ulteriore neve fresca.Il National Weather Service, infatti, prevede la possibile caduta di ben due metri e mezzo di neve sul Monte Rainer, la cui vetta di quasi 4400 metri si trova all’interno del National Park dello stato di Washington. La nevosità media della zona, per Novembre, è di circa 215 cm per l’intero mese di Novembre. La ventilazione occidentale insisterà fino a domani, poi si orienterà più da NO e da Nord, accompagnando un imponente crollo termico che interesserà buona parte della West Coast, sino all’Oregon e all’estremo nord della California. Nella giornata di venerdi l’area depressionaria, in sfondamento dal Pacifico, supererà la barriera orografica offerta dalle Montagne Rocciose, proseguendo la sua strada verso il Montana, il North e South Dakota e il Minnesota, dove si prevede un peggioramento del tempo.