
Negli USA gira voce che la Casa Bianca non divulgherebbe notizie su eventuali forme di vita aliene, e che manterrebbe il segreto alla popolazione per non infondere panico generalizzato e per rispettare le idee religiose. A questo scopo sono state pubblicate due petizioni sul sito “we the people“, al fine di “obbligare” il governo a riconoscere formalmente la presenza degli extraterrestri. E mentre migliaia di persone sostengono che sono in atto addirittura comunicazioni con altri mondi, arriva naturalmente la risposta degli interessati: “Il governo statunitense non è in contatto con extraterrestri provenienti da altri mondi, né ha alcuna prova confermata di vita aliena, rispondono i funzionari della Casa Bianca. Non si ha alcuna prova che la vita esista al di fuori del nostro pianeta o che presenze extraterrestri si siano messe in contatto con la nostra civiltà“, risponde in un comunicato Phil Larson dell’ufficio della Casa Bianca. “Inoltre – aggiunge – non ci sono informazioni credibili che suggeriscano che ci possano essere verità nascoste al grande pubblico“. A partire da Lunedì 7 Novembre la prima petizione ha raccolto 12.078 firme, mentre la seconda 5387. La Casa Bianca ha promesso di rispondere a qualsiasi domanda che possa interessare ad un numero superiore alle 5000 persone. La convinzione che le autorità nascondano prove di vita aliena non è nuova. Molti sostenitori di UFO e amanti delle teorie cospirazioniste, insistono ancora oggi a credere che un veicolo extraterrestre si sia schiantato nei pressi di Roswell, nel 1947, e che sia stato inviato presso la base dell’Air Force 51 in Nevada come oggetto di studio. Stiamo parlando della base segretissima dell’Area 51 nel Nevada, ormai nota per le sue attività molto riservate. Eppure il governo ha sempre negato di aver incontrato possibili forme di vita o astronavi aliene, e gli scienziati sembrano confermare, dal momento che nessuna prova tangibile ne è mai venuta fuori. Ma c’è qualcosa che non quadra in tutti i credenti della teoria UFO, e nel tempo cresce sempre più il desiderio di voler apprendere la verità. “Queste petizioni invitano il presidente degli Stati Uniti a comunicare al popolo ciò che sa sulle interazioni durate a lungo con esseri extraterrestri e chiedono che sia aperta un’audizione del congresso per consentire alle persone di prendere coscienza di questo tema, attraverso coloro le cui voci sono state messe a tacere dal segreto del giuramento incostituzionale“, recita uno dei due documenti. “Il popolo ha il diritto di sapere. La gente è in grado di gestire la verità“, recita l’altro. Anche se la risposta ufficiale della Casa Bianca ha confermato quindi ciò che già si sapeva, e smentisce che il governo possa nascondere informazioni così importanti all’umanità, Larson ammette che il governo è alla ricerca di vita extraterrestre e ha sostenuto anche degli sforzi per cercare la vita in altri mondi. Attraverso il telescopio spaziale Keplero della NASA, lanciato nel 2009, è stata avviata una missione per la ricerca di pianeti simili alla nostra Terra intorno ad altre stelle, nella speranza che alcuni potessero risultare abitabili a forme di vita intelligenti. E lo stesso ente spaziale si sta preparando a lanciare il nuovo rover Mars Curiosity, che studierà la geologia del pianeta rosso proprio finalizzata a cercare possibili microrganismi. Larson ha anche citato il Search for Extraterrestrial Intelligence (SETI), che è iniziato con finanziamenti pubblici, che utilizza grandi radiotelescopi che setacciano continuamente il cielo alla ricerca di segnali provenienti da specie aliene. Nel 1974 dal grande radiotelescopio di Arecibo in Portorico, è stato lanciato un messaggio di 3 minuti indirizzato verso l’ammasso globulare M13 (nella costellazione dell’Ercole), distante 24000 anni luce dalla Terra. Persino la sonda spaziale Pioneer 10, in viaggio verso le stelle, porta con se una placca d’alluminio rivestita di oro su cui sono stati incisi un uomo, una donna, la posizione del Sole nella galassia e una schematizzazione del sistema solare con indicata la traiettoria del Pioneer.

La sonda è in viaggio verso una piccola stella presso la quale transiterà fra 32000 anni, mentre tra 2 milioni di anni dovrebbe raggiungere Aldebaran, nella costellazione del Toro. Ma anche la sonda spaziale Voyager, che ormai rappresenta l’oggetto artificiale più lontano dalla Terra, porta con se un disco, incapsulato in una custodia munita di puntina e di lettore, attaccato alla parete esterna di ciscuna sonda. Sul disco sono incisi 115 immagini del nostro mondo, un saluto in 60 lingue differenti, 90 minuti di musica di vario genere, una varietà di suoni della natura. La prima stella verrà incontrata tra 40.000 anni e se ci dovessero essere mondi abitati da civiltà progredite, potranno quel giorno ascoltare il nostro messaggio. Molti scienziati e matematici hanno guardato con una mentalità statistica alla domanda se la vita esiste oltre la Terra e sono giunti alla conclusione che le probabilità sono piuttosto elevate. Da qualche parte fra i miliardi e miliardi di stelle nell’universo, potrebbe esserci un pianeta simile al nostro che permetta la nascita e lo sviluppo della vita. Molti hanno anche notato, tuttavia, che le probabilità di entrare in contatto con qualcuno di loro – in particolare con eventuali esseri intelligenti – sono estremamente piccole date le distanze, ma quello che c’è da sapere è che al momento non siamo in grado di rispondere a quelle domande. Insomma, da una parte il governo statunitense che afferma di non saper nulla e di cercare con tutte le forze eventuali risposte, dall’altra il popolo che sostiene da decenni che il governo sappia qualcosa che non ci è dato sapere e che è obbligato a dirci per svelare il più grande mistero dell’umanità. Ognuno di noi naturalmente può farsi la propria idea.


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