“Sono assolutamente d’accordo con il neoministro all’ambiente Corrado Clini che ha deciso di affrontare la questione nucleare con estrema lucidita’ ed equilibrio“. Lo dichiara Vincenzo Pepe presidente nazionale di FareAmbiente – Movimento ecologista europeo. ”Fatta salva la volonta’ popolare espressa chiaramente dal referendum – continua Pepe – non si puo’ chiudere gli occhi su un problema che e’ di dimensione europea e che vede coinvolta l’Italia in prima linea per diversi motivi: la sua vicinanza geografica a tali impianti; perche’ importa grossi quantitativi di energia elettrica prodotta da centrali nucleari; perche’ sul territorio nazionale abbiamo reattori atomici ancora funzionanti e non ultimo perche’ sostituire tutta l’energia elettrica prodotta con l’atomo significherebbe andare incontro, in un momento di crisi, a spese esorbitanti con il punto interrogativo dell’effettiva resa delle fonti di energia alternative”. ”Pertanto – continua Pepe – la posizione del neoministro che ha parlato solo ‘della possibilita’ di studiare gli sviluppi del nucleare non riguarda l’Italia come sede di impianti, ma come Paese che partecipa alle linee di sviluppo di nuove tecnologie’, sembra sensata ed equilibrata perche’ cosi’ facendo si eviterebbe al paese di rimanere indietro nella ricerca e di poter eventualmente partecipare, anche in sede europea a un eventuale nucleare pulito di nuova generazione”.


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