”Di fronte a un ammasso nero di cemento, legno, pietre, polvere, e la voce di mio figlio che gridava ‘Papa’, papa’!’. Saltai sulle macerie gridando ‘Adesso arrivo’, ma non sapevo nemmeno che fare. Mi resi conto che sopra le macerie c’era un enorme cordolo di cemento per cui non c’era piu’ nulla da fare”. E’ il passaggio piu’ straziante riportato dall’Ansa della deposizione del vice caporedattore del quotidiano Il Centro Giustino Parisse, nel corso dell’udienza del processo alla commissione Grandi Rischi che si e’ conclusa oggi al tribunale dell’Aquila. La testimonianza di Parisse che, oltre al figlio, ha perso la figlia e il padre, ha innescato la reazione di uno degli avvocati della difesa, Marcello Melandri, legale dell’ex presidente dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Enzo Boschi, uno dei sette esperti componenti della Commissione accusati di aver inviato, al termine della riunione del 31 marzo 2009, a cinque giorni dal tragico sisma, messaggi troppo rassicuranti alla popolazione che non avrebbe cosi’ preso precauzioni, tra cui quella di uscire di case dopo una scossa. Melandri ha criticato il tono e l’intensita’ del racconto e delle domande dei pm, sia Fabio Picuti sia Roberta D’Avolio, che hanno interrogato il teste: ”Qui – ha tuonato Melandri – dobbiamo appurare il nesso di causalita’ e gli stiamo chiedendo da tre ore cose che non servono a niente. Tutto quello che ha detto, oltre a far soffrire ancora di piu’ lui, che rilevanza ha? Qui facciamo gli avvocati e i giudici, non la cronaca. E questo non lo volete capire”. Il giudice Marco Billi ha respinto tutte le contestazioni formali, facendo continuare l’interrogatorio. Nel finale della testimonianza, rispondendo a una domanda dell’avvocato dello Stato Massimo Giannuzzi, Parisse ha chiarito il senso della denuncia presentata nei confronti della Cgr. ”Personalmente non ho nulla contro i componenti di quella commissione, qualcuno di loro l’ho anche conosciuto dopo, ma mi interessa dal punto di vista storico che questa vicenda venga chiarita fino in fondo anche dal punto di vista della responsabilita’ penale. Da questo processo non mi aspetto nulla, quello che ho perso, l’ho perso il 6 aprile e nessuno me lo ridara”’.


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