L’Italia si e’ impegnata in sede comunitaria a raggiungere entro il 2020 gli obiettivi definiti “20-20-20”: 27 per cento di energia elettrica da fonti rinnovabili, oltre a risparmio energetico e riduzione delle emissioni di CO2. Nello specifico, l’obiettivo volontariamente assunto dall’Italia per quanto riguarda l’energia eolica al 2020 e’ di raddoppiare l’attuale potenza installata arrivando a 12.680 MW, cosa che consentirebbe di coprire una percentuale vicina all’8 per cento del totale. Di questo si e’ parlato durante il convegno “Non c’e’ vento da perdere” patrocinato dal Senato e promosso da Cesare Cursi, Presidente della X Commissione Industria, Commercio, Turismo del Senato, in collaborazione con Anev e con il sostegno di Sorgenia, Terna e Gse. “Il contributo che potra’ dare l’eolico al futuro mix energetico del Paese – ha sostenuto Cesare Cursi – sara’ fondamentale. Non ne ho dubbi. Per questo motivo ho garantito il massimo contributo possibile perche’ i decreti attuativi per le fonti rinnovabili siano pronti il prima possibile. Saranno introdotti livelli di incentivazione per l’eolico in linea con quelli europei oltre a garantire maggiore stabilita’ alle regole esistenti e piu’ efficienza nella filiera gestionale. Per l’eolico, il maggior tempo necessario si e’ reso indispensabile per dare il giusto ascolto al mondo delle imprese che hanno diritto a regole certe e tempi definiti”.
Simone Togni, Presidente Anev ha aperto i lavori spiegando che per raggiungere gli obiettivi comunitari “occorre fare finalmente chiarezza nelle norme che regolano il settore delle Rinnovabili e dell’Eolico in particolare. Basti solo pensare che nel nostro Paese i processi tecnici e autorizzativi per la nascita di un impianto eolico si concludono in circa sei anni, con inevitabili conseguenze negative su investimenti e aziende, a differenza di quanto accade in tutto il resto d’Europa e del mondo. Se a questo si sommano provvedimenti penalizzanti come il taglio retroattivo degli incentivi e l’introduzione di balzelli pericolosi come la Robin Tax, si capisce facilmente perche’ il nostro sia un settore ormai bloccato da circa un anno e mezzo. Stabilizzare il quadro normativo, oggi monco dei provvedimenti indispensabili e necessari per recepire la Direttiva Europea sulle Rinnovabili, e’ un’urgenza improcrastinabile”. E’ seguita la presentazione dello studio sul rapporto costi-benefici dell’energia eolica a cura di Alessandro Marangoni di Althesys: “Una visione di sistema del settore che riguarda sia profili industriali economici, sia analisi di impatto sull’ambiente. In Italia e all’estero nel 2010 sono stati investiti 3,7 mld, questo dato evidenzia che l’eolico e’ la tecnologia piu’ coinvolta nelle operazioni all’estero, con il 61 per cento tra tutte le rinnovabili. Importanti sono i benefici che gli impianti eolici possono generare: emissioni Co2 estremamente ridotte, aumento occupazione nel settore e diminuzione fuel risk”.
La presentazione del sondaggio Ispo sulla percezione dell’eolico e delle rinnovabili nella popolazione e’ stata illustrata da Anna Chiara Annino, Responsabile Relazioni Istituzionali Ispo, dal quale emergono dati importanti: “L’89 per cento degli italiani sarebbe disposto a investire sulle rinnovabili, con un consenso anche a sostenere l’eolico con un leggero aumento in bolletta. Gli italiani ritengono che effettivamente l’eolico e’ indispensabile per tutelare l’ambiente e la maggior parte dell’opinione pubblica ritiene che il governo possa fare di piu’ per lo sviluppo sostenibile”. Per Claudio Moscardini di Sorgenia “il sistema delle fonti rinnovabili sta attraversando una fase di fervore difficilmente riscontrabile in altri ambiti industriali. E’ un propulsore dell’economia e della finanza a livello globale. Privati cittadini, operatori industriali e fondi di investimento affrontano la sfida dello sviluppo di nuova capacita’ di generazione rinnovabile. E’ compito delle istituzioni trovare il modo di selezionare i soggetti che affrontano tali sviluppi secondo logiche di serieta’ e onorabilita’, favorendo un approccio industriale di lungo termine”. “Le fonti rinnovabili intermittenti sono triplicate negli ultimi due anni – ha dichiarato infine Stefano Conti di Terna – e ci sono interventi in corso sulla rete di adeguamento per gestire al meglio le rinnovabili. In Italia Terna ha previsto di istallare 130 MW di Batterie che possono generare un costo di circa 130 milioni, ma anche un beneficio di 60 milioni all’anno”.
Rinnovabili, sull’eolico “non c’è vento da perdere”


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