
Grazie all’aiuto dell’agenzia spaziale europea, si è nuovamente stabilito un contatto con la sonda russa Phobos Grunt, data definitivamente per persa nella giornata di ieri. La sonda, lanciata l’8 Novembre scorso è rimasta in orbita intorno alla Terra invece di dirigersi come previsto verso il satellite di Marte, Phobos. Il contatto stabilito dalla stazione Esa di Perth, in Australia, è il primo segnale ricevuto sulla Terra dal lancio della missione. Squadre dell’Esa lavorano a stretto contatto con gli ingegneri in Russia per trovare il modo migliore di mantenere le comunicazioni con la sonda” dichiara l’agenzia. “Un’ulteriore sessione di telecomunicazione sarà effettuata dalla nostra stazione in Austria e, durante questa, tenteremo di trarre dati telemetrici dalla stazione“, ha spiegato il funzionario europeo. Phobos-Grunt è stata lanciata nello spazio dal cosmodromo russo in Kazakistan di Baikonur il 9 novembre. Si è correttamente separata dal vettore Zenit, ma i suoi bruciatori non si sono accesi, ponendola quindi su un’orbita sbagliata e aggiungendo un altro fallimento per l’agenzia spaziale russa. Nonostante questo sarà difficile evitare che la sonda possa ricadere sulla superficie terrestre, ma l’intento è quello di riprogrammarla, per evitare che possa far male a qualcuno. La sonda pesa 13 tonnellate, ed ha dimensioni doppie il rispetto a UARS, il satellite della NASA rientrato in Oceano Pacifico. La sonda russa tra l’altro contiene tutto il carburante che sarebbe servito per la missione, ponendo un rischio più elevato rispetto agli eventi precedenti. Le possibilità che piombi sulla nostra testa tuttavia, sono remotissime.


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