
Il maltempo che nella serata di ieri, come previsto, ha colpito buona parte della Sicilia orientale, portando delle piogge e dei rovesci, a carattere sparso, che localmente sono risultati intensi, con punte di quasi 50-60 mm tra siracusano e catanese, è stato accompagnato anche da sostenuti venti di Levante e Grecale che hanno imperversato per ore sul medio-basso Ionio, in particolare nel tratto a ridosso delle coste greche dove si sono realizzate delle vere e proprie burrasche. I venti, a tratti intensi, che hanno sferzato lo Ionio hanno reso tale bacino da molto mosso fino ad agitato, con la formazione di onde alte anche più di 2.5-3.0 metri che sono andate ad abbattersi lungo i litorali della Sicilia orientale, che per tutta la serata e la nottata di ieri sono stati investiti da consistenti e rumorose risacche. Il moto ondoso si è avvertito soprattutto fra il messinese, da Letojanni a Giardini Naxos, e le coste del catanese e siracusano, fino a Capo Passero, dove il mare per lunghi periodi è risultato agitato, un forza 5 pieno, con marosi alti più di 2.5-3.0 metri. In realtà le ondate arrivate sulle coste sicule erano abbastanze lunghe, non si trattava di “mare vivo” vero e proprio. Questo perchè la loro origine era piuttosto lontana, tanto che molti di questi treni d’onda si sono sviluppati poco a largo delle isole Ionie e nel tratto di mare ad ovest di Creta. Attraversando tutto lo Ionio i frangenti, uscendo dal “Fetch”, l’area di mare su cui spirava il vento che le ha generate, si sono allungati in grandi e ordinati treni di onde lunghe e regolari che sono andati a dissiparsi lungo le coste dell’est Sicilia. Solo nelle ultime ore, con la graduale attenuazione delle correnti di Levante e Grecale, il moto ondoso si è gradualmente attenuato, con la classica “scaduta” da E-NE che insisterà fino alla prossima nottata.

Se si fosse realizzata in pieno inverno una simile configurazione avrebbe causato intense nevicate, sino a bassissima quota, fra la Grecia e la Turchia occidentale, con accumuli anche significativi. Ma siamo a Novembre e le pianure Sarmatiche non sono ancora sufficientemente fredde per favorire tali condizioni. Lungo il bordo orientale del possente anticiclone di blocco sull’Europa centro-settentrionale, con massimi di oltre 1040 hpa in prossimità delle Repubbliche Baltiche, sta scivolando un massiccio blocco di aria fredda proveniente dall’artico russo che sta causando un netto calo dei valori termici su tutta l’Europa orientale, il bacino del mar Nero, la Grecia e la Turchia centro-occidentale. Analizzando la situazione sinottica in quota, nella media troposfera, notiamo l’avvento di una saccatura, di matrice artica, che dal nord della Russia estende i propri tentacoli fino al mar Egeo e all’isola di Creta, favorendo il rapido isolamento di una circolazione ciclonica autonoma, a carattere chiuso, in quota. Tale goccia fredda in quota nelle prossime ore, entro la nottata, prenderà ulteriore consistenza, spostandosi dapprima nel tratto di mare a sud di Creta, avanzando progressivamente in direzione del mar di Levante, dove sarà causa di parecchia instabilità, con piogge, rovesci e temporali che si prepareranno a interessare le coste della Turchia meridionale, la Cirenaica, il nord dell’Egitto e fra martedi e mercoledi anche tutta l’area dell’Asia minore, dalla Siria, al Libano e Israele, ove non sono esclusi fenomeni temporaleschi anche di forte intensità visto la sostenuta ventilazione occidentale e il contrasto con l’aria fredda che traboccherà dall’Egeo.
Con questa nuova configurazione barica il settore occidentale del mar Nero, il mar di Marmara, ma soprattutto l’Egeo, per giorni, saranno sferzati da una intensa e fredda ventilazione da N-NE che renderà il clima quasi invernale, con nubi basse e rischio di precipitazioni, in genere di debole o moderata intensità, che dovrebbero interessare le coste settentrionali della Turchia e le coste orientali greche, affacciate all’Egeo. Le precipitazioni sparse assumeranno carattere nevoso solo sui rilievi esposti all’umida ventilazione da N-NE, al di sopra dei 1000-900 metri. Tanta neve cadrà sui rilievi dell’altopiano Anatolico settentrionale. Le temperature caleranno ulteriormente, tanto che lungo le coste avremo minime sui +10° +8°. Ad Istanbul il termometro, fra martedi e mercoledi, potrebbe scendere sotto la soglia dei +6° +5°. Gli arcipelaghi del mar Egeo saranno sferzati da venti, anche burrascosi, da Nord o NE, con raffiche capaci di lambire o superare la soglia dei 60-70 km/h. Sull’isola di Limnos, nel pomeriggio odierno, i forti venti da NE hanno fatto registrare una raffica di picco di ben 78 km/h. Il mare invece si presenterà da molto mosso fino ad agitato, con un importante moto ondoso che dal settore occidentale di Creta si propagherà sino alle coste libiche della Cirenaica e all’ovest dell’Egitto, con importanti mareggiate.



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