La depressione tropicale che nei giorni scorsi si era sviluppata davanti le coste della Somalia (su questo argomento avevamo dedicato diversi articoli), apportando persino qualche pioggia e dei locali temporali nelle terre afflitte dalla grave siccità estiva, si è poi allontanata verso il mare aperto, rimanendo semi-stazionaria per più giorni davanti le coste della regione del Puntland, sul mare Arabico occidentale. A contatto con le calde acque superficiali del mare Arabico la struttura perturbata ha avuto modo di organizzarsi e intensificarsi, divenendo una depressione tropicale abbastanza intensa, con una intensa attività convettiva centrale. Durante la scorsa settimana le moviole satellitari facevano notare, in modo chiaro, il lento rinvigorimento della circolazione depressionaria tropicale che riusciva a scavare forti moti convettivi che dal settore più orientale del golfo di Aden si estendevano fino alla parte più occidentale del mare Arabico, nel tratto antistante le coste della Somalia settentrionale. “Cluster temporaleschi” particolarmente imponenti hanno interessato l’isola yemenita di Socotra e i piccoli arcipelaghi posizionati davanti le coste omanite. Al contempo la circolazione ciclonica dei venti nei medi-bassi strati, facente capo alla depressione tropicale, andava sempre più a prendere forza, con una intensa componente da E-NE e NE che iniziava ad investire le coste meridionali dell’Oman, mentre sostenuti venti da SO e da Ovest (non certo legati al Monsone) interessavano le coste somale, in particolare quelle del Puntland. Forti burrasche, che hanno creato parecchi fastidi alla navigazione marittima, sono state segnalate nel tratto di mare Arabicio compreso tra l’isola di Socotra e le coste più meridionali del Sultanato dell’Oman. Man mano che progrediva verso nord-est, finendo su acque superficiali sempre più calde, l’area depressionaria tropicale, caratterizzata da potenti moti convettivi sulla parte centrale del sistema, si è ulteriormente rafforzata, tanto da essere promossa ufficialmente a tempesta tropicale nella giornata di ieri, con venti medi sostenuti che di poco hanno superato la soglia limite dei 64 km/h, con raffiche fino a 80-90 km/h. La tempesta cosi formata è stata battezzata con il nome di “Keila”.

Già nella giornata di martedi 1 Ottobre la tempesta tropicale, salendo verso nord-est, con le sue bande nuvolose più periferiche, ha cominciato a colpire le coste meridionali omanite dove si sono scatenati forti temporali che a tratti hanno assunto carattere di vero e proprio nubifragio, con forti raffiche di vento. Il forte maltempo ha spiazzato la popolazione locale che in poche ore si è trovata a fare i conti con forti piogge e le conseguenti ondate di piena dei “uadi” (i letti dei torrenti secchi che attraversano il deserto) che hanno rotto gli argini, esondando all’interno dei centri abitati. In alcune aree del sud dell’Oman in poche ore sarebbero caduti fino a 90 mm di pioggia. Ad esempio a Joba in 24 ore i nubifragi legati ai nuclei temporaleschi pilotati dalla tempesta tropicale “Keila”, sempre più vicina alle coste omanite, hanno scaricato fino a 92.8 mm. A Yaaloni si sono registrati fino a 89.8 mm, mentre Saiq e Sur hanno segnato accumuli rispettivi di 58.4mm e 50.2 mm. Importanti anche i 46.4 mm di Samail, i 46.0 mm di Thumrait, i 37.6 mm dell’isola di Masirah, i 36.0 mm di Qairoon Hairiti, i 34.4 mm del porto di Raysut, i 30.6 mm di Ras Al Hadd e i 30.4 mm di Salalah. Per un paese dal clima prettamente arido e desertico si tratta di accumuli davvero rilevanti, su tutti stupisce il dato di Jabo dove sarebbero caduti oltre 92.8 mm.


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