
La stazione di Colle Sud, ripristinata la scorsa primavera da Daniele Bernasconi e Daniele Nardi durante la spedizione Share Everest 2011, è formata da un sistema di alimentazione primario e due altri sistemi di backup. Ogni sistema di alimentazione si compone di un pannello montato su palo, di un regolatore con funzione di recupero energia e di una batteria speciale per basse temperature, con elementi riscaldanti funzionanti sul recupero di energia. La trasmissioni dei dati è al momento bloccata probabilmente perché i sistemi di alimentazione di energia non ricevono abbastanza corrente.
I tecnici del Comitato EvK2Cnr, costantemente collegati dalla Piramide dell’Everest alle stazioni meteorologiche della rete Share – Stations at High Altitude for Research on the Environment – sono ottimisti sul fatto che, con il miglioramento delle condizioni meteorologiche, nei prossimi giorni la neve possa staccarsi dai pannelli e quindi permettere alla stazione di riprendere le trasmissioni.
““La stazione di Colle Sud è un’installazione che affronta condizioni climatiche estreme – spiega Verza, responsabile tecnico del Comitato EvK2Cnr -. E’ alimentata dalla sola energia fornita da pochi centimetri di pannelli solari che devono resistere a venti molto forti. La quota e le intemperie con temperature bassissime costituiscono la vera criticità per l’elettronica, in particolar modo nella stagione invernale. La stazione di Colle Sud è un’installazione che corre quotidianamente grossi rischi. Avendo montato logger evoluti e un sistema di recupero energia sulle batterie, abbiamo però realizzato un sistema molto robusto. Non tutto però si può prevedere o evitare. Un altro problema è poi l’accesso al sito, posto a 8000 metri di quota che non permette di svolgere attività “ordinarie” di manutenzioni e tarature come quelle che, proprio in questi giorni, stiamo effettuando presso la stazione di Kala Pattar, a 5600 m di quota, una delle 6 stazioni della valle del Khmbu afferenti al progetto Share “.
La ragione per cui si è verificato il problema quest’anno è da imputarsi alle abbondanti precipitazioni, le stesse che hanno bloccato centinaia di persone a Lukla per giorni. “Dal momento in cui la stazione ha interrotto le comunicazioni – continua Verza – stiamo continuamente cercando di riprendere i collegamenti“.