
La ricerca, che è stata pubblicata sul ‘Journal of Physical Activity and Health’ e riportata in italiano dall’Adnkronos, svela che i bambini sono molto piu’ attivi nelle lunghe giornate estive, con la piu’ grande differenza tra le 17.00 e le 20.00.
E ancora, la chiave di questo surplus di esercizio fisico sta nella luce del giorno prolungata, piuttosto che nel clima. E questo proprio perche’ l’effetto registrato dagli scienziati e’ stato maggiore nel tardo pomeriggio e la sera presto, ed e’ rimasto costante anche con il cattivo tempo.
Il team diretto da Anna Goodman ha analizzato le informazioni sull’attivita’ fisica di un gruppo di 325 bambini di 8-11 anni nel corso della giornata, esaminando anche le variazioni collegate con la durata delle ore di luce. Per farlo, gli scienziati hanno usato degli strumenti chiamati accelerometri, che registrano i movimenti del corpo, collocandoli intorno al fianchi di centinaia di bambini dell’Hertfordshire per un totale di 817 giorni nell’arco delle quattro stagioni. Il piu’ alto livello di attivita’ (legato al fatto di giocare all’aperto) e’ stato registrato nelle lunghe giornate estive (‘forti’ di 14 o piu’ ore di luce). I ricercatori sottolineano che la maggiore differenza si registra proprio nelle ore del tardo pomeriggio, un fenomeno spiegabile con il fatto che e’ la luce, non il clima, a influire sull’attivita’ fisica dei bambini. Il trend e’ rimasto costante anche dopo aver considerato l’effetto del maltempo (pioggia, cielo nuvoloso e vento).
“Il fatto che i bambini passino piu’ tempo a giocare all’aria aperta e siano piu’ attivi in questi giorni ‘piu’ lunghi’ potrebbe essere importante – sottolinea Goodman – per promuovere il loro benessere e prevenire l’obesita’ infantile. Questo rafforza la tesi” all’esame in Gb, del Daylight Saving Bill “attualmente all’esame della Camera dei Comuni, che propone mettere gli orologi avanti di un’ora durante tutto l’anno“.
