Mille avvistamenti all’anno, oltre 25.000 dalla proclamazione dell’unità d’Italia, anche se, per la stragrande maggioranza dei casi (oltre il 90%) si tratta di episodi riconducibili a cause convenzionali quali bolidi, meteoriti, pianeti o semplici oggetti di fabbricazione umana.
Sono i numeri da cui è partto il congresso del Centro italiano studi ufologici che si è svolto a Torino e ha visto alcune centinaia di esperti del settore confrontarsi su ciò che viene visto nei cieli italiani.
Gli avvistamenti, che fino a qualche decennio fa erano poche decine l’anno, hanno registrato una vera e propria ‘esplosione’ con la diffusione delle tecnologie telematiche, che permettono una segnalazione diretta agli esperti del settore.
“Si va da persone che raccontano di avere pranzato con gli alieni – racconta Gian Paolo Grassino, presidente del Centro studi – a quelli che scambiano le lanterne cinesi, molto diffuse al sud, per astronavi. Se la maggior parte dei casi è facilmente spiegabile, ve ne sono alcuni che però restano al momento insoluti. Spesso – aggiunge – dobbiamo fare i conti anche con i segreti militari, anche a distanza di anni, visto che la vigilanza sul cielo è di competenza di militari”.
Al convegno di Torino non sono mancati i racconti di casi particolari. Se ne è occupato Paolo Toselli, che ha raccolto i 15 episodi più eclatanti degli ultimi 150 anni, a cominciare da quello di un ‘disco volante’ visto dall’autista del Presidente della Repubblica Antonio Segni il 20 agosto 1963 a pochi metri dalla tenuta presidenziale di Castel Porziano. Si trattò di “un oggetto volante discoidale di colore grigio metallico a forma di piatti sovrapposti” su cui “i servizi segreti e di sicurezza italiani – ricorda – indagarono a lungo”.
Un altro fatto curioso avvenne il 27 novembre 1871, in occasione dell’inaugurazione del nuovo Parlamento, a Roma, da parte del re Vittorio Emanuele II. Allora, si legge nei lavori di Toselli, “diversi gruppi di romani osservarono in cielo, in direzione Sud, una bella, riconoscibilissima, luminosa stella, grossa come uno scudo d’argento”. Molti la ribattezzarono ‘Stella d’Italia’ o ‘Stella del Re’, ma in realtà gli esperti dell’epoca la identificarono immediatamente col pianeta Venere. Il giorno dopo l’Osservatore Romano, giornale del Vaticano allora in attrito col neonato Stato italiano, scrisse che “il nuovo Parlamento nasce sotto l’auspicio degli dei pagani”, riferendosi appunto a Venere.
Il primo avvistamento è datato 1864 e si è verificato a Montespertoli, vicino a Firenze. La contessa Henriette Gertrude Walker in Baldelli ha visto in cielo un globo bianco più grande della luna sotto la quale c’era una piccola palla arancione. È il primo avvistamento dall’Unità d’Italia.
Altro evento significativo nel 1945, sul finire della seconda guerra mondiale. In Friuli un bimotore Boston fu inseguito e costretto a manovre d’emergenza a causa di sei palle di fuoco, grandi tre volte la luna.
Il convegno degli ufologi è tornato a Torino dopo 25 anni per rendere omaggio ai 150 anni dell’unità d’Italia. Proprio nel capoluogo piemontese, nel 1949, nacque il primo gruppo di ufologi italiani che poi portò alla formazione di un primo centro nazionale nel 1965. Da questo, sempre a Torino, nel 1985, si staccò l’attuale Centro nazionale studi ufologici che ha organizzato l’evento.
“Sono molto soddisfatto del successo di pubblico e mediatico ottenuto dal 26° Convegno Nazionale di Ufologia. Abbiamo festeggiato i 150 di storia d’Italia presentando un libro di Pietro Torre dal titolo Strane luci nella storia d’Italia che raccoglie tutte le segnalazioni di fenomeni anomali nel nostro Paese dall’antichità a oggi. Comprese quelle di Perugia e Roma del 103 a.C. e del 100 a.C.” ha detto Paolo Boselli del CISU di Torino (Centro Italiano Studi Ufologici).
La filosofia di fondo del convegno è stata quella di ragionare sulla fenomenologia degli Ufo in una prospettiva più moderna e culturale. Non è una questione di fede ma di dubbio.
“Ho iniziato ad appassionarmi per gioco all’argomento. Con il passare degli anni i miei dubbi sono aumentati. Non tutti i numerosi casi di avvistamento hanno trovato una spiegazione scientifica”, spiega Toselli. “Non so se gli alieni siano buoni o cattivi. Io non ne ho mai incontrato uno e solo una volta mi è capitato di vedere delle luci anomale in lontananza. Se ci basiamo sulle testimonianze dirette di incontri ravvicinati ne emerge un profilo vario. Ci sono gli indifferenti, gli aggressivi e i filantropi. Meglio sospendere il giudizio”.
Intanto i bookmakers esteri scommettono sulla data in cui verrà comprovata con certezza l’esistenza di forme di vita extra terrestri. Entro il 2011 è opzione quotata a 21 mentre entro la fine del prossimo anno è soluzione proposta a 26. I premi si fanno via via più consistentifino al 2015, per poi tornare di nuovo su quote più basse man mano che ci si avvicina al 2020, la data (in lavagna a 3.50) in cui, secondo i bookies, è più elevata la “probabilità” che venga dimostrata l’esistenza degli alieni.


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