“A che serve la neve”: una poesia di Antonino Gatto

A che serve la neve – di Antonino Gatto

A che serve la neve

in questa notte in cui urla il silenzio

in cui il vento freddo profuma di voci danzanti

e di note d’altrove.

A che serve la neve

che c’era in un sogno spezzato a metà

in cui vidi luoghi che avrei visto davvero

e persone che avrei conosciuto.

A che serve la neve

a me che non credo al destino, non cedo al destino, non chiedo al destino

nel trambusto di una fioca immagine

che abbellisce il pensiero.

A che serve la neve

su questi occhi pieni di assoluto

su questa bocca ruvida come una siepe di silenzio

in un presente che sfida la sorte.

A che serve la neve

se  sospiri e disperi

e un addio si maschera di sorrisi, immenso,

e spiega le sue vele, e non è più un addio.

Accetti così, in questi giorni di cobalto,

questi segni immobili,

queste vite parallele,

questi regali della sorte.

Questo succede

quando non hai più paura dei sogni

quando la vita non è più un peso scuro

ma un accordo di chitarra.