Allarme di un geologo, in Umbria “71 aree ad elevato rischio frane”

”Anche l’Umbria non e’ esente dal dissesto idrogeologico. Censite ben 34.630 frane nella regione, di cui 4.156 sono attive”. Corrado Cencetti, consigliere nazionale dei geologi e docente presso la Facolta’ di Ingegneria dell’Universita’ di Perugia, ricorda i dati dell’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (I.F.F.I.). ”Il Piano di Assetto Idrogeologico del Bacino del Fiume Tevere – ha proseguito Cencetti – ci dice che in Umbria sono 71 le aree a rischio di frana molto elevato, 114 quelle a rischio elevato e 60 a rischio medio. Inoltre basterebbe ricordare che gli eventi franosi registrati in Umbria a causa di condizioni meteorologiche avverse sono stati 739 nel 2005, 176 nel 2008 e 301 nel 2010. Sono tutti dati del Servizio Geologico e Sismico della Regione Umbra”. A questo ”si aggiungono le condizioni di rischio geologico-idraulico – ha continuato Cencetti – dovute a possibili esondazioni dei corsi d’acqua principali (Tevere, Chiascio, Nesto’re, Naia, Marroggia, Topino) che solcano le pianure alluvionali dell’Umbria (Alta e Media Valtiberina, Valle Umbra) e che hanno provocato, in passato, gravi danni al territorio. Basti pensare ai recenti eventi del 2005 e 2010, in seguito ai quali varie aree nei comuni di Perugia (loc. Ponte Valleceppi), Torgiano, Deruta e Bastia Umbra, furono sommerse a seguito delle esondazioni del Tevere e del Chiascio”. ”In questo caso -conclude- e’ l’urbanizzazione la principale responsabile dei danni registrati, che non ha risparmiato, come del resto e’ avvenuto in gran parte d’Italia, le aree di pertinenza fluviale, rendendole particolarmente vulnerabili. A nostro parere urge una legge organica nazionale del territorio che dia vita ad una filiera della prevenzione”.