Prima del miglioramento di Capodanno, sull’Italia le condizioni meteorologiche saranno avverse in questi ultimi due giorni e mezzo del 2011. Infatti già tra oggi pomeriggio/stasera e poi soprattutto tra domani, venerdì 30, e dopodomani, sabato 31 dicembre, il nostro Paese sarà sferzato da un’ondata fredda nord Atlantica che determinerà forti venti settentrionali, temperature in calo e instabilità diffusa. Già adesso sta piovendo in molte aree del Paese, da Trapani (con +11°C) a Fiumicino (sempre con +11°C), da Cagliari (con +12°C) a Palermo (con +14°C), e in modo più debole anche al nord, tra Piacenza (con +2°C) ad Aviano (con +7°C). Nevica sulle Alpi orientali e in Valle d’Aosta, mentre ai bassi strati ci sono nebbie e foschie specie in pianura Padana e nelle Regioni centrali, dove Arezzo non riesce a superare i +4°C dopo aver raggiunto i -4°C nella notte. Freddo anche a Bolzano e Ferrara, che non superano i +2°C, a Brescia e Piacenza, ferme a +3°C, a Parma e Marina di Ravenna, che come Arezzo non superano i +4°C. Temperature più miti a Messina con +16°C e a Lamezia Terme con +15°C, ma per le zone costiere e pianeggianti di Calabria non sono certo temperature strane per le ore diurne del mese di dicembre.

L’affondo nord Atlantico porterà con sè masse d’aria artice polari marittime provenienti dalla Groenlandia, fresche al suolo ma molto fredde in quota, simili a quelle che hanno interessato il nostro Paese nelle varie irruzioni che si sono verificate nella seconda metà del mese.
L’aria artica polare marittima non è, di sua natura, gelida ai bassi strati quindi non si tratta di irruzioni d’aria fredda significativamente fredde al suolo come quelle che si verificano con l’aria fredda che arriva da est, in quanto la caratteristica principale di queste masse d’aria è che partono dal polo ma prima di arrivare in Europa e nel Mediterraneo attraversano il nord Atlantico, riscaldandosi ai bassi strati. Mantengono le loro origini polari solo alle alte quote, dove i nuclei freddi sono più intensi.
Quella ormai imminente, in realtà, è stata sottovalutata da tutti i centri di calcolo che fino a stamattina non sono ancora riusciti a inquadrarla per bene, evidenziandone i vari dettagli termici e precipitativi. Ma alla luce degli ultimi aggiornamenti dei centri di calcolo siamo in grado di poterne parlare in modo approfondito, con l’evidenza che merita. Già, perchè sarà un’irruzione a tutti gli effetti con temperature in picchiata, maltempo diffuso da nord a sud e venti a tratti impetuosi, con mari agitati.
I primi nuclei freddi stanno già irrompendo da nord/est in queste ore, e ne sono esempio le nevicate che stanno interessando l’arco Alpino orientale. Nelle prossime ore il maltempo scivolerà giù lungo l’Adriatico con precipitazioni anche su Veneto, Emilia Romagna e Marche. Sui rilievi Appenninici potrà nevicare anche a quote collinari, a partire dai 400 metri di quota, mentre ci sentiamo di escludere altre sorprese nevose su Bologna e dintorni, in pianura, come accaduto il giorno della Vigilia di Natale. Un nuovo evento analogo avrebbe del clamoroso. Intanto insisterà ancora l’instabilità diffusa al sud, anche se i forti temporali sullo Jonio resteranno in pare aperto.
L’instabilità scivolerà giù lungo la penisola nelle Regioni Adriatiche e nel basso Tirreno, dove si potrebbe verificare qualche temporale tra Sicilia e Calabria meridionale.
Nel pomeriggio/sera inizierà una violentissima burrasca di maestrale sulla Sardegna, nel Tirreno e nel Canale di Sicilia con venti fino a forza 10 (oltre 110km/h).
Il mare sarà agitato con onde alte più di 8 metri, e sarà solo l’inizio. Tra la serata di venerdì e la mattinata di sabato 31 dicembre, l’irruzione vivrà la sua fase “clou”. Le temperature crolleranno di diversi gradi in tutto il centro/sud, e ci saranno fenomeni d’instabilità diffusa un pò in tutte le Regioni, con precipitazioni localmente abbondanti nel basso Tirreno, tra Calabria e Sicilia. In questa fase avremo nevicate fin dai 300/400 metri di quota tra Abruzzo, Molise e zone interne di Lazio e Campania. Saranno fenomeni deboli, ma comunque coreografici. Qualche fiocco potrebbe cadere anche su Marche, Umbria, Puglia e Basilicata. In Calabria e Sicilia le precipitazioni saranno più sostanziose con nevicate, localmente abbondanti tra Sila, Aspromonte, Nebrodi ed Etna (ma nevicherà anche su Pollino, Catena Costiera, Serre, Madonie e Peloritani) a partire dagli 800/900 metri di quota.
Nella notte tra venerdì e sabato la burrasca di venti si porterà sul basso Tirreno e determinerà un aumento del moto ondoso su tutta la Sicilia Tirrenica, dove si potranno verificare mareggiate. I venti soffieranno fino a 90km/h. Sabato mattina una forte tramontana sferzerà le isole Eolie, lo Stretto di Messina e il mar Jonio. Un violento maestrale continuerà a imperversare in Sardegna, con mare agitato e violente mareggiate. I venti saranno molto forti anche nell’Adriatico centro/meridionale, fino a 80km/h tra Molise e Puglia, anche qui con mareggiate.
I fenomeni più tempestosi si verificheranno però nel Canale di Sicilia, dove Malta, Lampedusa e Pantelleria saranno colpite da un maestrale fino a 140km/h e il mare si agiterà con onde alte fino a 10 metri. Le mareggiate sulle isole saranno molto violente. La burrasca, poi, si sposterà sullo Jonio nel pomeriggio di sabato, allontanandosi verso est così come la perturbazione che libererà rapidamente l’Italia da nubi, precipitazioni e maltempo in vista della notte di San Silvestro, quando tornerà la calma un pò ovunque nonostante qualche altro fenomeno residuo.
Sarà la quiete dopo la tempesta. Una quiete che accompagnerà le prime ore del 2012, con l’augurio che possa essere un anno più sereno rispetto a un 2011 davvero disastroso, con tante gravissime catastrofi naturali che tutti vorremmo non si fossero mai verificate.
Per monitorare in tempo reale l’evoluzione meteorologica di questi ultimi tempestosi giorni del 2011 vi consigliamo le nostre pagine del nowcasting: satelliti, situazione, fulminazioni, radar e webcam. Inviateci foto, video e segnalazioni all’indirizzo di posta info@meteoweb.it.
