Astronomia: classificazione, nomi e dimensioni degli asteroidi

Gli asteroidi sono piccoli mondi rocciosi che girano intorno al Sole, troppo piccoli per essere chiamati pianeti. Essi sono noti anche come planetoidi o pianeti minori. In totale, la massa di tutti gli asteroidi è inferiore a quella della nostra Luna. La maggior parte si trova in un ampia fascia tra le orbite di Marte e di Giove. Questa cintura principale può contenere più di 200 asteroidi più grandi di 100 chilometri di diametro. Gli scienziati stimano che la cintura contenga inoltre più di 750.000 asteroidi più grandi di 1 chilometro di diametro e milioni di quelli più piccoli. In questa regione di spazio però non tutti i corpi rocciosi presenti sono asteroidi – per esempio, recentemente sono state scoperte anche delle comete, oltre a Cerere, un tempo ipotizzato come asteroide, ed ora considerato un pianeta nano. Molti planetoidi si trovano al di fuori della fascia principale. Per esempio, un certo numero di asteroidi chiamati Troiani si trovano lungo il percorso orbitale di Giove. Tre gruppi – Aten, Amor e Apollo – sono conosciuti nel sistema solare interno e qualche volta incrociano il percorso di Marte e della Terra. Gli asteroidi sono avanzi della formazione del nostro sistema solare circa 4,6 miliardi di anni fa. Agli albori del sistema solare, la nascita di Giove ha impedito che questi piccoli corpi si aggregassero per formare un pianeta. Alcuni di loro però possono raggiungere dimensioni notevoli come Cerere, che dista circa 932 chilometri. D’altra parte, uno dei più piccoli, scoperto nel 1991 e chiamato 1991 BA, presenta un diametro di circa 6 metri. Quasi tutti gli asteroidi sono di forma irregolare, anche se alcuni sono quasi sferici. Spesso sono butterati da un’infinità di crateri da impatto, talvolta giganti, com’è il caso di Vesta, che presenta un cratere di 460 chilometri di diametro. Gli asteroidi ruotano intorno al Sole su orbite ellittiche. Più di 150 di essi possiedono anche un satellite naturale, ed alcuni addirittura più di uno. Esistono anche i cosiddetti asteroidi binari, ossia 2 corpi rocciosi di dimensioni simili che ruotano tra loro, ed in questo caso sono stati notati anche sistemi tripli. A volte vengono catturati dall’attrazione gravitazionale planetaria, divenendo satelliti, com’è accaduto ad esempio a Phobos e Deimos, i due satelliti di Marte, o alla maggior parte delle lune lontane, presenti intorno ai giganti del sistema solare. La temperatura media della superficie, che è rimasta praticamente invariata nel corso dei miliardi di anni di sopravvivenza,  di un asteroide è di circa 73°C. Studiare la superficie di questi planetoidi significa infatti trarre importantissime informazioni sulla nascita del nostro sistema solare.

La fascia principale dove risiedono la maggior parte degli asteroidi

Oltre alla classificazione degli asteroidi in base alla loro orbite, la maggior parte si divide in tre classi in base alla composizione. Il tipo C o carboniosi sono di colore grigiastro e sono i più comuni, tra cui oltre il 75 per cento degli asteroidi conosciuti. Probabilmente costituiti da argilla e pietra di rocce silicatiche, abitano regioni esterne della cintura principale. Gli asteroidi di tipo S, di colore verde o rosso, rappresentano circa il 17 per cento degli asteroidi conosciuti, e dominano la fascia di asteroidi interna. Essi sembrano essere fatti di materiali silicati e nichel-ferro. Gli asteroidi di tipo M o metallici sono di colore rossastro, costituiscono la maggior parte del resto degli asteroidi, e dimorano nella regione centrale della fascia principale. Sembrano essere costituiti da nichel-ferro. Ci sono molti altri tipi rari in base alla composizione, come ad esempio quelli di tipo V di cui fa parte Vesta, caratterizzato da una crosta vulcanica basaltica. Nel 1801, l’astronomo e sacerdote italiano Giuseppe Piazzi, mentre era intento a realizzare una mappa stellare, scoprì casualmente il primo e il più grande asteroide orbitante tra Marte e Giove: Cerere. Cerere rappresenta un quarto di tutta la massa di tutte le migliaia di asteroidi conosciuti nella zona della fascia principale. L’Unione Astronomica Internazionale è meno rigida sui nomi dati ai planetoidi rispetto ad altri oggetti, quindi vi sono asteroidi che presentano nomi particolari come Mr. Spock di “Star Trek” o del musicista rock Frank Zappa, ma anche tributi più solenni, come ad esempio i sette asteroidi che prendono i nomi dell’equipaggio dello Space Shuttle Columbia che morì nel 2003. Asteroidi con denominazione di animali invece non sono più consentiti. Prima del nome può essere allegata anche una lunga sigla, come ad esempio 99942 Apophis. La prima sonda spaziale che ha ripreso immagini ravvicinate di asteroidi è stata la sonda Galileo della Nasa nel 1991, che scoprì tre anni più tardi la prima luna orbitante intorno ad un asteroide. Nel 2006, la sonda giapponese Hayabusa è diventata la prima ad atterrare e decollare da un asteroide. E’ tornata sulla Terra nel giugno 2010, ed i campioni prelevati sono in fase di studio. Attualmente la missione Dawn della NASA sta osservando Vesta e proseguirà le sue osservazioni con Cerere nel 2015.