Il Protocollo di Kyoto ”rappresenta il passato”, dice nel suo discorso ufficiale davanti a 190 paesi a Durban, in Sudafrica, il ministro dell’ambiente canadese, Peter Kent, confermando il ”no” a un possibile secondo periodo di impegni. Parole che diventano un ‘caso’ mentre per la 17/a Conferenza Onu sul clima nella citta’ sudafricana sono gli ultimi momenti cruciali. Sei attivisti canadesi, infatti, hanno fatto irruzione nella sala della Plenaria, dove si svolgono le dichiarazioni ufficiali dei ministri inscenando una protesta pacifica con indosso magliette con la scritta ”prima le persone poi gli inquinatori” e sulla schiena ”voltate le spalle al Canada”. Gli attivisti sono stati quindi scortati fuori dalla sala in mezzo a grandi applausi. Da parte sua il ministro Kent ha detto che il Canada ”non blocchera’ e ne’ scoraggera”’ nessuna decisione ma ”per il Canada il protocollo di Kyoto appartiene al passato”.”La nostra posizione e’ chiara da molto tempo – ha proseguito- sosteniamo un accordo internazionale che includa tutti i grandi emettitori. E’ la sola soluzione per ottenere dei risultati reali” visto che, ha ricordato, Kyoto copre meno del 30% delle emissioni globali. Politica sulla mobilita’ elettrica, sviluppo dei progetti per la cattura e lo stoccaggio della Co2, sfruttamento dell’energia idroelettrica sono alcuni degli impegni nazionali sostenuti dal Canada, ha riferito il ministro.
Clima, al vertice di Durban fa discutere la posizione del Canada


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