Tre opzioni per un accordo globale taglia-emissioni sul tavolo della Conferenza mondiale sul Clima a Durban, in Sudafrica: la prima, quella piu’ forte, prevede che il trattato di lungo periodo diventi un protocollo di attuazione legalmente vincolante con decisione da adottare il prossimo anno o al massimo al 2015. E come in una sorta di ”quiz” i 190 Paesi partecipanti alla Conferenza, la cui chiusura ufficiale e’ prevista per oggi, si trovano a mettere crocette di consenso sui ‘pallini’ delle opzioni.
Il documento sottoposto ai delegati dalla presidenza sudafricana della Cop17 e del segretario della Convenzione per i cambiamenti climatici (Unfccc) e’ la sintesi delle posizioni degli Stati. Ora si tratta di verificarne il consenso. L’opzione 1, la piu’ stringente, prevede che il trattato di lungo periodo diventi un protocollo di attuazione legalmente vincolante, con decisione da adottare il prossimo anno o al massimo al 2015. In questo caso un nuovo working group affianchera’ il gruppo che si occupa del lungo periodo per gli aspetti relativi al prolungamento del protocollo di Kyoto fino all’entrata in vigore del nuovo protocollo (trattato globale legalmente vincolante). L’opzione 3 e’ invece quella piu’ blanda. L’attuale gruppo di lavoro sul trattato di lungo periodo completa il processo della road map di Bali e un nuovo gruppo di lavoro comincia a lavorare sul protocollo legalmente vincolante (trattato globale legalmente vincolante) per una data successiva al 2020. Nel frattempo si andrebbe avanti con decisioni, volta per volta, della Conferenza annuale. Le opzioni intermedie sono 2a, 2b e 2c e si va dall’adozione di un protocollo che segue quello di Kyoto (il trattato globale) per farlo diventare legalmente vincolante nel giro dei prossimi 2 anni, o nel giro dei prossimi 5-7 anni, o dopo il 2020.


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