La Conferenza di Durban rappresenta una doppia svolta per l’Unione europea: segna l’avvio di un partenariato strategico anche a livello industriale con i paesi in via di sviluppo (Cina, Brasile, Messico, Sudafrica) e allo stesso tempo rende ”fattibile” un taglio della CO2 del 30% e un target vincolante del 20% di efficienza energetica, per il 2020. E’ questo in sintesi il messaggio del ministro dell’ambiente, Corrado Clini, in occasione del Consiglio dei ministri Ue, oggi a Bruxelles. Alla luce di questo nuovo assetto geopolitico, per Clini ”l’Ue ha una prospettiva positiva per uscire dalla crisi economica se si aggancia alla locomotiva cinese o brasiliana”, per diventare ”un hub per lo sviluppo delle tecnologie, per soluzioni innovative dal punto di vista energetico”. ”Durban – ha aggiunto Clini – e’ stata un svolta anche dal punto di vista del target: l’obiettivo e’ il risultato di politiche, per cui sicuramente un trend di ulteriore riduzione delle emissioni rispetto al 2020 puo’ essere fattibile”, con il passaggio dal 20% al 30%. I tagli saranno possibili se saranno sostenuti da politiche europee, come l’efficienza energetica e la fiscalita’ energetica. Per quanto riguarda l’obiettivo del 20% di efficienza energetica per il 2020 ”noi – ha proseguito il ministro – sosteniamo la posizione che esso abbia un valore obbligatorio”. E questa riduzione – conclude – ”presuppone uno sviluppo di settori industriali e un sistema diverso di generazione e distribuzione di elettricita”’. Sistema finora basato su grandi reti ”con una scarsa efficienza, fra il 35% e il 45%”.


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