Arrivano a oltre 33 miliardi di tonnellate le emissioni planetarie nel 2010, con un aumento del 5,8% rispetto al 2009. Insieme Cina e Usa ‘pesano’ per il 44% del totale: 8,3 miliardi di tonnellate per la Cina (25%) e 6,1 miliardi di tonnellate per gli Stati Uniti (19%). A fare i conti mondiali delle emissioni di CO2 derivanti dai combustibili fossili e’ la compagnia energetica BP, mentre a Durban, in Sudafrica, e’ in corso la Conferenza mondiale dell’Onu sui cambiamenti climatici. Secondo BP gli unici Stati a registrare diminuzioni consistenti sono Australia (-8,2%) e Spagna (-3,7%). Nella classifica dietro gli Usa si posiziona l’Ue rappresentando il 13% delle emissioni totali con 4,1 miliardi di tonnellate di CO2. Poi India e Russia (entrambe a 1,7 mld tnl, al 5% del totale). Segue il Giappone (1,3 mld tnl, 4%) e la Germania (828 mln tnl, 3%); Corea del Sud (716 mln tnl), Canada (605 mln tnl), Arabia Saudita (563 mln tnl), Iran (558 mln tnl), Regno Unito (548 mln tnl), tutte rappresentano ognuna singolarmente il 2% di emissioni. Ed ancora il Brasile (464 mln tnl CO2), Messico (447 mln tnl CO2), Italia (439 mln tnl CO2), Sudafrica (437 mln tnl CO2), Indonesia (424 mln tnl CO2), Francia (403 mln tnl CO2), Australia (367 mln tnl CO2), Spagna (334 mln tnl CO2), Taiwan (331 mln tnl CO2), Polonia (325 mln tnl CO2).


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