
Con il rallentamento della “Jet Stream” in uscita dal continente nord-americano il flusso perturbato atlantico dei giorni scorsi ha ceduto il posto ad una nuovo trend circolatorio, caratterizzato dai proficui “scambi meridiani” fra masse d’aria calde sub-tropicali che saliranno verso le latitudini polari e masse d’aria fredde pronte a scivolare verso le medio-basse latitudini. Questa nuova fase configurativa sta influendo non poco sullo scacchiere europeo interferirà notevolmente con lo stato di salute del vortice polare che di conseguenza sarà costretto ad affondare i propri tentacoli a latitudini più meridionali, sino al bacino centrale del mar Mediterraneo. A tenere testa a questo tipo di nuovo assetto configurativo ci pensa anche l’alta pressione delle Azzorre, che con un suo nucleo principale, con massimi al suolo di oltre i 1032 hpa, tende a posizionarsi sul vicino Atlantico, nel tratto davanti il Portogallo, la Spagna e le coste francesi. Con questo particolare posizionamento, davanti la penisola Iberica e la Francia, l’anticiclone oceanico riesce a pilotare nuovi impulsi di aria fredda, di origini artico marittime, dall’Europa centrale e dalle isole Britanniche fino al cuore del Mediterraneo, tramite l’afflusso di forti e freddi venti di “Mistral” dalla Valle del Rodano. L’aria fredda, artico marittima, molto fredda in quota (a 500 hpa), una volta penetrata sul “mare Nostrum”, a contatto con le sue acque ancora molto miti, tende notevolmente ad instabilizzarsi, favorendo la continua formazione di corpi nuvolosi e annuvolamenti sui nostri mari. La presenza in quota, nella media troposfera (circa 5400 metri), di una spiccata circolazione ciclonica, derivata dall’affondo di un asse di saccatura artica che dalla penisola Scandinava si allunga fino alla nostra penisola e al mar Ionio, sta incentivando lo sviluppo di una nuova ciclogenesi mediterranea (curvatura ciclonica dei venti nei medi e bassi strati), ben strutturata nei bassi strati, che dalla Corsica tende gradualmente a spostarsi verso il medio-basso Tirreno, dove a contatto con le più tiepide acque superficiali (+18°) andrà ulteriormente ad approfondirsi, con un minimo al suolo pronto a scivolare al di sotto dei 1005 hpa. Sarà il rapido passaggio di questa ciclogenesi mediterranea a causare un rapido quanto importante peggioramento che tra la mattinata e il primo pomeriggio odierno coinvolgerà buona parte delle regioni meridionali, soprattutto la Sicilia e la Calabria, dove si verificheranno delle piogge anche persistenti, con probabili rovesci e manifestazioni temporalesche che in mattinata potranno colpire le coste della Sicilia occidentale e settentrionale, specie fra trapanese, palermitano e messinese tirrenico. Proprio la Sicilia dovrebbe essere la regione maggiormente interessata dalle precipitazioni visto la traiettoria meridionale che seguirà il minimo barico al suolo in allontanamento verso lo Ionio (Ionio low).
Sull’isola le piogge si espanderanno a macchia di leopardo un po’ su tutti i settori, inclusa l’area ionica e le coste meridionali. Se sulle coste pioverà in modo anche abbondante sui rilievi, dapprima sopra i 1300-1400 metri, si attendono fitte nevicate, con accumuli molto cospicui tra Madonie, Nebrodi e sull’Etna, dove la neve fresca scaricata potrebbe risultare consistente alle alte quote. Nel corso della mattinata il peggioramento si estenderà, molto rapidamente anche alla Calabria, con piogge e rovesci più intensi, dapprima sulle coste tirreniche, specie fra vibonese e cosentino. Dalla tarda mattinata e dal pomeriggio il grosso delle precipitazioni si sposterà lungo le coste ioniche, dal reggino al catanzarese, crotonese e cosentino ionico. Tanta neve è prevista sui principali comprensori montuosi, a quote anche relativamente basse. specie tra Sila e Pollino dove potremo avere accumuli anche sotto gli 800 metri. Ma all’interno di alcune vallate interne, come quella del Crati, dove il “cuscinetto d’aria fredda” rimane ben ancorato negli strati più bassi (a ridosso del suolo), non sono escluse delle “sorprese”, con fioccate a quote anche collinari. Qualche fiocco, misto alla pioggia, si potrebbe vedere pure vicino la città di Cosenza. Qualche pioggia arriverà pure sul Salento nel corso della giornata. Nel pomeriggio delle nevicate di debole e moderata intensità interesseranno, oltre che tutto il comprensorio silano, l’area del Pollino e i rilievi della Basilicata meridionale, causa il temporaneo richiamo di aria fredda da N-NE con sostenuti venti dai quadranti settentrionali. Durante il pomeriggio, con l’allontanamento dell’area depressionaria verso lo Ionio, i venti tenderanno a ruotare dai quadranti settentrionali su tutti i mari, con una sostenuta, a tratti intensa, componente da N-NE sul basso Tirreno, forti venti da NO sul Canale di Sicilia e una forte Tramontana in attivazione tra golfo di Taranto e alto Ionio, con venti piuttosto intensi, fino a 60-70 km/h, da Nord e N-NO tra cosentino ionico, crotonese e sul Salento. Il tempo inizierà gradualmente a migliorare sulla Sicilia occidentale e meridionale già dal tardo pomeriggio/sera, con la cessazione delle ultime precipitazioni e l’apertura di maggiori schiarite. Le piogge invece persisteranno sino alla prima serata solo sul messinese, catanese, con qualche sconfinamento sul siracusano e delle nevicate sopra i 1000 metri tra Etna e Nebrodi, ma anche qui la tendenza è verso un deciso miglioramento dalla serata successiva, allorquando la Ionio low, stimata sui 1004 hpa, si avvicinerà alle coste occidentali greche, portando gran parte delle nubi e delle annesse precipitazioni sullo Ionio. Dalla serata/notte successiva un certo miglioramento si farà strada pure sulla Calabria, con ampi rasserenamenti e la cessazione delle ultime precipitazioni tra cosentino e crotenese, sotto le sferzanti raffiche di Tramontana. Le temperature sono previste in sensibile calo a causa del richiamo, dall’area balcanica, di masse d’aria fredde posizionate sopra i paesi dell’ex Jugoslavia dalla recente avvezione artico marittima scesa dalle latitudini sub-polari groenlandesi.
Sulle regioni settentrionali il tempo si presenterà prevalentemente più stabile e soleggiato grazie alle correnti settentrionali che favoriranno dei venti favonici, con clima secco e ampi spazi di sereno. Il graduale avvicinamento da ovest di un cuneo dell’alta pressione delle Azzorre, con valori sopra i 1022-1023 hpa, dovrebbe garantire una certa stabilità anche nella giornata di domani, con ampi spazi di sereno inframmezzati dal passaggio di qualche velatura o nube alta in alta quota. I cieli sereni e la scarsa ventilazione però durante le ore notturne agevoleranno la formazione di intense inversioni termiche lungo tutta la pianura Padana, con frequenti gelate e minime pronte a scivolare sotto i -5° -6°, con picchi fino a -7° -8°. Nella giornata di domani, con lo spostamento verso la Grecia e il mar Egeo dell’area di bassa pressione, lungo le regioni centro-meridionali prenderà forza un sostenuto richiamo di aria molto fredda che dalla Repubblica Ceca, dalla Slovacchia, dall’Ungheria e dai Balcani si muoverà verso il medio-basso Adriatico e il Tirreno, tramite intensi e freddi venti di Tramontana e Maestrale, messi in moto dalla Egeo low. L’irrompere dell’aria molto fredda, specie nei bassi strati, oltre a causare un ulteriore crollo dei valori termici, soprattutto sul medio-basso Adriatico e sulle regioni meridionali, innescherà una certa instabilità, con annuvolamenti sparsi che si addosseranno fra le coste settentrionali della Sicilia e tra Abruzzo, Molise, Puglia ed est della Basilicata. In mattinata le nubi da “stau” che si svilupperanno lungo il versante orientale della dorsale appenninica potranno dare vita a delle nevicate sparse, di debole o moderata intensità, fino a quote collinari, fra Abruzzo, Molise e sul nord della Basilicata. Qualche modesta precipitazione, a carattere isolato, sarà probabile anche sulle coste della Sicilia settentrionale, con fioccate su Nebrodi e Madonie al di sopra dei 900 metri o poco più giù. Un miglioramento si farà strada solo dal tardo pomeriggio, pur con qualche residuo fiocco di neve tra Gargano e nord della Basilicata, dove sarà presente una maggiore nuvolosità addensata all‘Appennino meridionale.

Il notevole “gradiente barico” che si verrà a formare fra la penisola Iberica, sede di un nucleo anticiclonico con massimi di oltre i 1030 hpa, e la Grecia e l’Egeo, interessate da una circolazione ciclonica sui 1004 hpa, innescherà l’attivazione di una intensa ventilazione dai quadranti settentrionali che dai rilievi della Bosnia Erzegovina e dalle coste croate si proietterà rapidamente verso il medio-basso Adriatico con forti venti di Tramontana, fino a 60-70 km/h, che già dalla tarda mattinata investiranno le coste di Abruzzo, Molise e Puglia, piegando più verso nord-ovest sullo Ionio e golfo di Taranto, mentre forti raffiche di Tramontana raggiungeranno pure la Campania e le coste della Sicilia tirrenica, tra palermitano e messinese, attivando pure delle mareggiate, con marosi alti più di 2.5-3.0 metri sul basso Tirreno. L’intensa ventilazione settentrionale dovrebbe iniziare ad attenuarsi solo dalla tarda serata/notte successiva. Venerdi 23 Dicembre, Antivigilia di Natale, grazie ad una maggiore distensione dell’alta pressione delle Azzorre verso il Mediterraneo centrale e l’area balcanica, si farà strada un più deciso miglioramento, con ampi spazi di cielo sereno o poco nuvoloso, seppur in un contesto climatico freddo ma decisamente invernale a pochi giorni dal Santo Natale.


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