Forti burrasche da E-NE imperversano sullo Ionio. Tra il basso Jonio e il Canale di Sicilia registrate onde fino a 6-7 metri

Mari molto agitati tra Malta e le coste meridionali siciliane

Mentre in buona parte del bel paese splende il sole e i cieli si mostrano generalmente sereni o poco nuvolosi, la Sicilia continua a essere penalizzata da una circolazione di aria umida e molto instabile, da E-NE, che apporta condizioni di maltempo sui settori più meridionali e orientali dell’isola, con piogge, anche fitte, e intensi venti dai quadranti nord-orientali. In alcune aree del siracusano le intense piogge del giorno avrebbero scaricato oltre 60-70 mm d’acqua in meno di 24 ore. Le piogge proseguiranno anche nel corso della prossima notte fino alla prima mattinata di domani. Ad essere maggiormente colpiti, come capita spesso durante questo tipo di configurazione, sono i versanti orientali dei monti Iblei, meglio esposti all’umido flusso marittimo proveniente dal mar Ionio. Gli intensi venti di Levante e Grecale che stanno sferzando le coste orientali siciliane sono attivati da una circolazione depressionaria, di soli 1022 hpa, che dal basso Canale di Sicilia si muove verso il mar Libico, sulla parte bassa del Mediterraneo. L’area ciclonica in questione è stata costretta alla ritirata verso la parte più bassa del Mediterraneo a causa di una possente rimonta dell’alta pressione oceanica che dal vicino Atlantico ha propagato un proprio cuneo stabilizzante verso i paesi della MittelEuropa e la regione alpina, con massimi barici che hanno lambito la soglia dei 1039-1040 hpa al suolo.

Forti venti da E-NE sulla Sicilia meridionale

La struttura anticiclonica si è poi estesa anche alla regione carpatico-danubiana e ai Balcani, inglobando all’interno della sua “coperta” buona parte della nostra penisola, in modo particolare le regioni centro-settentrionali e le Alpi. Il notevole divario barico che si è venuto a costruire tra la regione alpina e il basso Mediterraneo, sede di questa latente area di bassa pressione, ha determinato l’attivazione di una intensa e fresca ventilazione dai quadranti orientali, in genere da E-NE, che dalle coste greche si è propagata allo Ionio e al Canale di Sicilia, con forti venti di Levante e Grecale che hanno interessato le coste orientali sicule e i bacini limitrofi. A causa del “gradiente barico” (differenza di pressione) fra Alpi e basso Mediterraneo i venti orientali hanno raggiunto le coste sud-orientali della Sicilia tramite delle vere e proprie burrasche che hanno sferzato soprattutto l’area di Capo Passero, le coste del siracusano e ragusano, dove sono state registrate raffiche di picco fino a 70-80 km/h nei punti meglio esposti. Anche nella costa catanese gli intensi venti da E-NE hanno spirato con forza, lambendo punte di 60-70 km/h. A Catania le raffiche da E-NE hanno raggiunto i 70 km/h. Nella base di Sigonella la massima raffica da NE non è andata oltre i 56 km/h. Le folate più impetuose però si sono registrate nei pressi di Capo Passero, nell’estrema punta sud-orientale della Sicilia, dove si sono superati gli 80 km/h durante le burrasche della mattinata. Picchi di oltre 80 km/h sono stati segnalati in altre località del siracusano e ragusano, molto ben esposte alle forti correnti provenienti dal quadrante nord-orientale o orientale. Mentre sulla Sicilia sud-orientale infuriano i venti da E-NE lungo le coste del messinese in questo momento non si muove nemmeno una foglia. Prevale una calma di vento quasi totale grazie alla protezione offerta dai monti della Calabria meridionale, le Serre e l’Aspromonte, che impediscono al sostenuto flusso orientale di penetrare all’interno dell’area dello stretto di Messina, facendolo deviare verso il basso Ionio e la costa catanese.

Mareggiata nei pressi di Capo S.Alessio, nel messinese

I forti venti da E-NE, che stanno imperversando sullo Ionio, stanno rendendo il mare da molto mosso (forza 4) ad agitato (forza 5), con onde alte anche più di 3.0-4.0 metri. La boa della rete ondametrica nazionale, posta a largo del golfo di Catania, in mattinata ha registrato onde medie alte anche più di 3.5 metri, con una direzione media di propagazione dal quadrante nord-orientale. Nel pomeriggio di ieri, la stessa boa ondametrica, gestita dall’ISPRA, aveva registrato il passaggio di una grande onda, con un “Run-Up” massimo di ben 7.3 metri. Un dato davvero notevole che possiamo considerare legittimo visto che queste boe, ormeggiate in una posizione fissa, sono equipaggiate con un ondametro direzionale accelerometrico a stato solido, di altissima precisione, TRIAXYS, di una stazione meteorologica completa e, in alcuni casi anche di un misuratore della conducibilità elettrica dell’acqua di superficie. Insomma strumenti e tecnologie avanzate che difficilmente possono portare a un dato o una rilevazione errata. Bisogna pure considerare l’ampio “Fetch” (lo spazio di mare su cui spira il forte vento), esteso dalle isole Ionie fino alla Sicilia orientale, che ha permesso alle onde di potersi sviluppare in modo definito, raggiungendo il settore occidentale del mar Ionio con marosi ben formati, alti anche sui 3.0-4.0 metri. Difatti lungo le esposte coste del basso messinese ionico (da Capo Taormina in giù), catanese, ma soprattutto sui litorali siracusani, si sono sviluppate delle mareggiate di debole e media intensità. Maggiormente colpito dai marosi è il tratto di costa che va da Augusta alla zona di Capo Passero, particolarmente vulnerabile alle mareggiate da greco e levante. Qui i frangenti hanno superato pure i 3.0 metri di altezza, creando delle difficoltà alla navigazione marittima e impedendo ai tanti pescherecci dei porti della Sicilia meridionale di poter prendere il largo per le consuete battute di pesca. Ma onde ancora più formate e alte, anche più di 4.0-5.0 metri, stanno percorrendo il basso Ionio e il Canale di Sicilia per arrivare ad investire le coste esposte dell’isola di Malta, dove già in queste ore vengono segnalati dei danni nei punti della costa esposti al quadrante nord-orientale e orientale (burrasca da Levante e Grecale, le più toste per Malta). Lo Ionio e il Canale di Sicilia continueranno a rimanere agitati fino alla prima mattinata di domani. Solo dal pomeriggio, con la graduale attenuazione dei venti orientali, il moto ondoso andrà lentamente a scadere, con l’attivazione di una moderata onda lunga da E-NE, fra le coste del catanese e siracusano, che dovrebbe persistere fino alla nottata successiva.