Greenpeace ha accusato il governo giapponese di aver usato 2.3 miliardi di yen (circa 22 milioni di euro) destinati ad aiutare le popolazioni colpite dallo tsunami per finanziare la caccia alle balene. L’Agenzia giapponese per la pesca, come riporta la Bbc, ha infatti chiesto al governo dei finanziamenti per aiutare le popolazioni colpite dal disastro dell’11 marzo, sottolineando l’importanza che la caccia alle balene riveste per l’economia di alcuni villaggi e citta’. Junichi Sato, di ‘Greenpeace Giappone’, ha dichiarato che non esistono legami tra la caccia ai cetacei e il programma di recupero post tsunami. “E’ un modo per finanziare la caccia alle balene, in quanto anche questo programma ha avuto dei problemi economici”, ha dichiarato Sato all’emittente australiana della Abc. Da 25 anni Tokyo permette la caccia ai cetacei solo per finalita’ scientifiche, anche se gli attivisti denunciano l’esistenza di fini commerciali dietro a queste operazioni. Gli animalisti di ‘Sea Shepherd’ hanno affermato che continueranno le loro operazioni contro le baleniere nipponiche, dopo che l’anno scorso sono riusciti a far terminare la stagione della caccia prima del previsto. Nonostante cio’, questa settimana sono salpate le baleniere giapponesi dirette verso l’Antartico. L’Australia e la Nuova Zelanda hanno criticato la decisione Giapponese di continuare con il programma di caccia ai cetacei.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?