I terremoti sono in aumento o è soltanto una nostra impressione? E’così importante saperlo?

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In queste ore delle ricerche dimostrano che il numero dei più forti terremoti nel mondo non è in aumento. I ricercatori dell’università della California hanno esaminato il numero dei terremoti con magnitudo superiore a 7 registrati a partire dal 1900 ad oggi. Secondo lo studio, il numero medio di sismi di magnitudo superiore a 8 è stato praticamente uniforme, e dal 2004 si è registrato un piccolo aumento; si tratterebbe però di una deviazione dallo standard assolutamente normale e che rientra pienamente nei modelli di analisi statistici di questi fenomeni. Secondo i ricercatori quindi non esiste alcun elemento che possa suggerire in alcun modo che il rischio di violenti terremoti sia oggi più elevato che in passato. Negli ultimi anni però, grazie anche ai media, ci siamo quasi abituati ad osservare fenomeni tellurici sconvolgenti affliggere varie parti del mondo. Come dimenticare il recente mega terremoto giapponese, o quello che ha causato un disastro in Turchia, o quello precedente del Cile o per restare nella nostra penisola, quello di l’Aquila che ha sconvolto l’Abruzzo. Un terremoto (dal latino terrae motu ossia movimento della terra) è un rapido movimento della superficie terrestre dovuto al brusco rilascio dell’energia accumulatasi all’interno della Terra in un punto ideale chiamato ipocentro. Il punto sulla superficie della Terra, posto sulla verticale dell’ipocentro è detto epicentro. La domanda che un pò tutti tendono a porsi da un pò di tempo a questa parte è se i terremoti sono realmente in aumento, oppure se la diffusione delle notizie da parte dei mezzi di comunicazione ci fa giungere anche quelle notizie un tempo nascoste. Siamo andati quindi ad osservare l’archivio dei terremoti degli ultimi 42 anni su una fascia più ampia, notando qualcosa di molto interessante. Premettiamo che nel tempo le stazioni sismografiche sono notevolmente aumentate, riuscendo a percepire realmente un numero sempre maggiore di terremoti, soprattutto tra quelli più deboli. Il miglioramento nelle comunicazioni inoltre permette di trasmettere più velocemente i dati. Nel 1931, c’erano all’incirca 350 stazioni, oggi sono migliaia in tutto il mondo. Va tenuto conto inoltre dell’enorme incremento di mezzi di comunicazione e di informazione. Oggi la popolazione è più informata sui terremoti di quanto lo fosse in passato. In Italia l’espansione della Rete Sismica Nazionale Centralizzata ha consentito nel corso degli anni di migliorare l’accuratezza delle localizzazioni dei terremoti e di aumentare il numero dei terremoti registrati. Per questo motivo, ma non soltanto, abbiamo deciso di valutare i terremoti dalla quinta magnitudo, che sono poi quelli che determinano danni a persone o cose e sono riscontrabili da tutti i sismografi, e per lo stesso motivo abbiamo pensato che fosse inutile spingerci troppo indietro nel tempo, quando i sismografi erano davvero una minoranza. Da una prima analisi sui terremoti accaduti dal 1970 ad oggi, si evince realmente un aumento considerevole di questa fascia, tanto che il 2011 sta per chiudersi come l’anno con più sismi degli ultimi 4 decenni. Qualcuno noterà da subito che questo lasso temporale è davvero di poco conto in relazione alla storia geologica della Terra, ed effettivamente è proprio così. Il nostro intento infatti, non è quello di trarre conclusioni geologiche, ma semplicemente di valutare l’andamento degli ultimi 42 anni e stabilire se a memoria d’uomo, il pensiero di chi crede in un aumento dei fenomeni può essere considerato corretto.

Grafico terremoti. Credit: meteoweb

Dal grafico creato si nota un aumento considerevole soprattutto dai primi anni del 2000, molto più dinamici, e sino ad oggi. L’anno peggiore dal punto di vista delle scosse più violente resta il 2007, durante il quale si verificarono ben 4 terremoti violentissimi. Per correttezza dobbiamo però affermare che i due terremoti più forti nella storia della sismologìa moderna, appartengono al 1960, e al 1964, ma tra i 10 terremoti più forti nel mondo, ben 4 appartengono proprio agli anni 2000. Sono ben 2423 i terremoti di questa fascia registrati sino a ieri, che vanno a battere il record proprio registrato nel 2007. Recenti studi hanno infatti messo in evidenza come una frequenza maggiore possa produrre più terremoti violenti, e alcune teorie sostengono che gli stessi fenomeni molto forti, possano causare sismi di conseguenza. Un dato eloquente inoltre dimostra che la Terra sta tremando su tutte le principali linee di convergenza delle placche. Alcuni terremoti hanno colpito anche zone in cui normalmente non c’è attività sismica rilevabile come nel Canale della Manica o lungo la dorsale medio oceanica, mentre viene evidenziato un aumento nell’attività sismica generale lungo la linea di convergenza tra la placca africana e quella euro asiatica. Ma allora, i terremoti sono in aumento oppure no? Se considerassimo tutti i terremoti capaci di creare panico o disagi, come quelli superiori alla magnitudo 5, senza dubbio si, e nemmeno in modo troppo poco evidente. Se invece prendessimo in considerazione quelli devastanti, superiori soltanto alla magnitudo 7-8, allora vale ciò che hanno detto i ricercatori dell’università della California, ossia che c’è un piccolo aumento ma che rientra nella deviazione standard dell’ultimo secolo. A nostro avviso però non è corretto fare quasi finta che un terremoto della stessa intensità di L’Aquila non sia mai esistito. Nel mondo sono tante le località dove sismi di magnitudo pari a 6-6.9 possono causare morti e distruzioni. Questo non può e non deve però causare alcun allarmismo, nel senso che al momento la scienza non è in grado di capire quale sarà il trend per il prossimo futuro. Da oggi potrebbe anche verificarsi una nuova diminuzione, come potrebbe continuare verso un trend di aumento.

Ma siamo certi che questa domanda possa servirci a qualcosa? Certo, dal punto di vista scientifico e di curiosità sarebbe interessante scoprirne le cause, analizzarne gli effetti, ma se anche fossero in forte aumento, saremmo in grado di fermarli? E se non lo fossero ce ne staremmo tranquilli consapevoli che il trend possa sempre essere questo? La risposta è sicuramente no. Non sarebbe più opportuno porsi la domanda se siamo pronti ad affrontare un terremoto? L’unica certezza che non ci stancheremo mai di ripetere, è che la prevenzione, e quindi la costruzione di strutture antisismiche e una rete di allerta all’avanguardia per eventuali tsunami conseguenti, possa essere l’unica soluzione per combattere queste calamità naturali da sempre presenti nella storia del nostro pianeta a cui l’uomo non può far altro che adattarsi. A prescindere da tutto.