
Purtroppo il 2012 inizierà nel peggiore dei modi in alcune aree dello stato indiano del Tamil Nandu duramente flagellate dalla furia del ciclone tropicale “Thane” che nella giornata di ieri ha effettuato il “landfall” nei pressi della città di Cuddalore, cagionando ingentissimi danni materiali e purtroppo una trentina di morti. Cifra che rischia di salire già dalle prossime ore. La tempesta, come previsto, ha toccato l’area costiera del Tamil Nandu nella giornata di ieri, penetrando sulla terra ferma allo “status” di ciclone tropicale di 1^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti ad oltre i 120 km/h e raffiche di picco capaci di superare la soglia dei 140 km/h. Il grosso ciclone tropicale ha causato tanti danni e altre vittime pure nell’ex possedimento francese di Pondicherry, duramente colpito dalla furia dei forti venti e delle piogge molto intense. Il capo del governo locale, J. Jayalalitha, ha riferito alla stampa locale che la maggior parte delle vittime è stata uccisa dal crollo di muri e soffitti, spazzati dalle forti raffiche di vento ad oltre 100 km/h, oppure è rimasta fulminata durante le forti precipitazioni che hanno creato vasti allagamenti, con oltre 1 metro d’acqua arrivata fin dentro le abitazioni. Circa cinquantamila le case gravemente lesionate, e oltre 6.000 gli abitanti dei villaggi costieri che è stato necessario evacuare, a causa delle grandi mareggiate, con ondate alte più di 5.0-6.0 metri. Centinaia di ettari coltivati a riso sono stati sommersi, interrotte le linee elettriche e telefoniche in molte zone, estesi i danni a strade e ferrovie. La tempesta di vento generata da “Thane” ha sospinto verso riva un mercantile, che si è incagliato sui bassi fondali sabbiosi delle coste orientali indiane, nel tratto vicino la capitale statale Chennai, gia’ nota come l’ex Madras. Le grandi ondate e le mareggiate hanno danneggiato una settantina di imbarcazioni da pesca, affondandone a decine lungo la costa.
L’occhio di “Thane” nella giornata di ieri è passato molto vicino alla città di Cuddalore, come anticipato nella previsione. Non per caso la città di Cuddalore risulta una delle aree maggiormente devastate dalla furia del ciclone proveniente dal golfo del Bengala. Poco prima del “landfall” a Cuddalore l’arrivo di “Thane” è stato preceduto da forti venti da N-NO che hanno raggiunto una velocità media sostenuta di ben 115 km/h intorno alle 05:30 AM (ora locale), con raffiche di picco fino a 130-140 km/h. in grado di far crollare muri e soffitti all’interno di numerose abitazioni. Davvero molto notevoli i dati eolici che stanno ad indicarci la furia distruttiva del ciclone. Da notare pure come durante il “landfall” la pressione è scivolata di colpo sotto la soglia dei 977 hpa, alle 05:30 AM, per poi rimbalzare sui 999 hpa intorno le 08:30 AM (ora locale). Uno squilibrio barico molto consistente che si è venuto a creare nel giro di poche ore è che ha determinato le grandi tempeste di vento che hanno seminato morti e distruzione su gran parte dello stato del Tamil Nandu. Subito dopo il “landfall”, con il passaggio ravvicinato dell’occhio del ciclone tropicale, a Cuddalore il fortissimo vento è ruotato da N-NO a S-SE , spirando con una intensità media sostenuta sui 100 km/h, in graduale attenuazione dalla tarda mattinata e dal pomeriggio successivo. Solo dal pomeriggio, quando “Thane” è stato prontamente declassato a semplice depressione tropicale, la situazione è andata a normalizzarsi. La pressione a Cuddalore è salita sopra i 1008 hpa (valore quasi nella media) mentre i fortissimi venti, ruotati da N-NO a S-SE, si sono rapidamente attenuati, tanto che dal pomeriggio il vento, assumendo una componente più da E-SE, si è ridotto a soli 20 km/h. “Thane”, ormai ridotto a una piccola depressione tropicale, sta puntando verso le aree dell’entroterra, dando luogo agli ultimi rovesci di pioggia e temporali. Entro la prossima notte i resti dell’ormai ex ciclone tropicale andranno rapidamente a dissiparsi definitivamente a ridosso dei rilievi del Ghati orientale, scaricando le ultime residue precipitazioni sull’entroterra montuoso dell’India meridionale.



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