di Ugo Notaro – E’ uno dei luoghi più affascinanti della Calabria, forse uno dei posti più belli del Meridione: è la splendida baia di Caminia, posta nel centro del Golfo di Squillace a pochi chilometri da Soverato.
Da martedì 22 novembre, giorno del maltempo estremo su gran parte della Regione e soprattutto nel Catanzarese, questo vero e proprio angolo di paradiso non è più accessibile per nessuno: una frana, purtroppo anche di una certa entità, sbarra e di fatto chiude quella che era l’unica strada di accesso rimasta. Si, perché un tempo l’accesso alla baia era offerto anche da uno splendido percorso panoramico, con viste mozzafiato, che si imboccava dal lato di Copanello e scorreva a mezza costa, ma gli eventi franosi dei vecchi anni ‘80 e ’90, avevano di fatto imposto alla amministrazione di Staletti’ la chiusura dell’antico tratto di strada.
Oggi però il secondo, ed unico accesso rimasto, quello più recente, è interdetto da un corposo sbarramento di terra, venuta giù dalla collina della Baia dell’Est.
La cosa che più colpisce, e senz’altro delude e dispiace, lasciando fortemente perplessi, è che questa notizia non è stata trattata dai media minimamente: nessun telegiornale nazionale , tanto più regionale, ha mostrato quanto qui è avvenuto, nessun quotidiano ha fatto vedere ciò che oggi ho potuto scoprire personalmente, quasi all’improvviso, vedendo questo scempio con i miei occhi.
Mi trovavo li stamani, di passaggio, ho fatto davvero fatica a credere che quello che vedevo, risaliva ormai a più di dieci giorni fa.
Peccato! Se la Calabria rimane del tutto indifferente di fronte ad un evento che colpisce al cuore una delle sue “splendide perle”, uno dei suoi patrimoni, allora ci si chiede che succederà in futuro? E’ mai possibile che si siano mostrate continuamente immagini e foto di luoghi che hanno subito devastazione e vittime, ma nessuno si è preoccupato di riportare quanto è avvenuto intorno alla baia di Caminia?
Un luogo cosi bello che rimane bloccato con accessi chiusi da due distante frane avvenute in epoche assai distanti e diverse, rappresenta non solo una ferita profonda alla nostra terra, ma, ancor di più, una clamorosa sconfitta per tutti noi che, con cosi grave indifferenza, dimostriamo di non essere in grado di proteggere, ma forse anche di meritare, questo formidabile patrimonio che la natura ci ha offerto.
E’ davvero un gran peccato!



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