La storia del Golfo di Taranto dimostra che duemila anni fa c’era più caldo di oggi

Una nuova ricerca sul clima, incentrata sull’Italia meridionale, realizzata dell’Università di Brema, è stata pubblicata sul prestigioso Quaternary Science Review. Lo studio esamina le variazioni termiche del Sud Italia durante il periodo romano.
Il periodo sottoposto ad analisi è quello “Classico Romano”, che va dal 60 a.C. al 200 d.C. e si basa sul calcolo della concentrazione di cisti dinoflagellate, valore fortemente correlato alla temperatura superficiale del mare, nell’area del Golfo di Taranto.
Da questa ricerca è emerso che tra il 60 a.C. e il 90 d.C. al sud Italia faceva più caldo rispetto ad oggi mentre dopo il 90 d.C. questi valori termici sono diminuiti scendendo su temperature più simili a quelle dell’800.
Queste variazioni sembrano legate alle oscillazioni della NAO (North Atlantic Oscillation), ed inoltre sono fortemente correlate alle variazioni della concentrazione del C14, che, a sua volta, dipende dalla variabilità solare.

La conclusione degli scienziati che hanno realizzato lo studio è che il Sole è stata la variabile più importante che ha guidato il clima dell’Italia meridionale durante il periodo romano classico (mediamente più caldo dell’attuale clima degli anni Duemila).

In un nuovo filone dello studio, gli esperti hanno riscontrato una correlazione non periodica tra le variazioni di temperatura del Golfo di Taranto e la presenza di alcune grandi eruzioni vulcaniche nel Mediterraneo, ma si tratta di un altro discorso che verrà approfondito in ulteriori ricerche specifiche.