L’attività solare del 2011 e le prospettive future

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Credit: NASA / SDO

Dopo cinque anni di silenzio, il Sole è tornato a ruggire in questo 2011. La nostra stella ha prodotto numerosi flare e onde di particelle cariche. Molti ricercatori prevedono che l’aumento di questi fenomeni dovuti al massimo solare si raggiungerà nel 2013. L’anno appena trascorso ha segnato dei progressi fondamentali riguardo la dinamica di guida della nostra stella preferita. La più grande eruzione solare degli ultimi 4 anni si è verificata nel mese di Agosto. L’esplosione non è stata diretta verso la Terra, disperdendosi fortunatamente nello spazio. Diversa sorte ha invece avuto l’eruzione solare del giorno di San Valentino. La prima ondata di radiazioni ha raggiunto la Terra 8 minuti dopo una grande espulsione di massa coronale, la quale ha disturbato le comunicazioni e i sistemi GPS. Le particelle dovute all’espulsione sono arrivate sulla Terra dopo 24 ore, scatenando intense aurore polari e un’autentica tempesta geomagnetica in grado di causare interruzioni radiofoniche. Le espulsioni di massa coronale, chiamate anche CME, sono costituite da enormi nubi di plasma che vengono inviate attraverso lo spazio in ogni direzione e a velocità notevoli. Quando queste nubi vanno a colpire il nostro campo magnetico possono appunto generare tempeste geomagnetiche che devastano i segnali GPS, i segnali radio e le reti elettriche. Sono anche nocive per i satelliti in orbita intorno alla Terra. Gli scienziati classificano questi brillamenti solari in tre categorie: C, M ed X, gli ultimi dei quali più potenti. Sino ad ora nel 2011 sono stati osservati otto brillamenti di questa classe. Nello scorso mese di Marzo, che tutti ricordiamo per il mega terremoto avvenuto in Giappone, il Sole ha creato la tempesta più veloce degli ultimi 6 anni. Un’ondata di particelle cariche positivamente si è riversata nello spazio a ben 8 milioni di Km/h. Allo stesso modo, il 6 Settembre sono state osservate CME e diversi brillamenti, tra cui anche in questo caso alcuni di classe X. Ma l’eruzione più bella secondo gli scienziati è avvenuta il 7 Giugno: un brillamento solare di medie dimensioni, una tempesta di radiazioni e un’unica CME da una regione attiva di macchie solari. Una bella quantità di materiale denso e freddo non ce l’ha fatta in quella circostanza ad essere spedito verso lo spazio, ricadendo sulla superficie solare.

Lo spettacolo del plasma che si è schiantato sul Sole è stato uno spettacolo mai osservato in precedenza. C. Alex Young, scienziato del progetto SOHO della NASA Solar Terrestrial Relations Observatory (STEREO), l’ha definito l’evento naturale TOP del 2011, mai visto così bene in precedenza. Tutte queste eruzioni attive sono considerate normali per questo livello di attività solare. “Durante il minimo solare, c’è una media di un CME ogni cinque giorni, e durante il massimo solare, la media è di circa tre al giorno“, ha detto Young. Un certo numero di comete si è schiantato sul Sole nel 2011, e il 6 luglio gli scienziati hanno catturato per la prima volta una immersione cometaria nella sua interezza. Le osservazioni, da parte della navicella spaziale Solar Dynamics Observatory della NASA, dovrebbe migliorare la comprensione degli scienziati rispetto alla composizione delle comete. A volte alcune comete radenti sopravvivono contro ogni previsione. Proprio recentemente è stato il turno della cometa Lovejoy, l’oggetto temerario sopravvissuto al passaggio ravvicinato con il Sole che per molti esperti era destinata alla disgregazione. La cometa, come abbiamo più volte ribadito, fa parte delle comete radenti di Kreutz, resti di un’unica e gigantesca cometa originaria a sua volta disgregata da un passaggio ravvicinato con il Sole.

All’inizio dell’anno, le sonde gemelle Stereo della NASA si sono posizionate sul lato del Sole più lontano dalla Terra, permettendo agli scienziati solari di visualizzare la superficie precedentemente nascosta. “Questo è fantastico,” ha detto Young. “Con SOHO, SDO, e Stereo, abbiamo potuto osservare il sole con una completezza senza precedenti.” I ricercatori solari hanno ora i loro occhi sulla stella intera, il che significa che avrà più difficoltà a sorprenderci. Gli scienziati possono identificare le macchie solari attive, dalle quali possono nascere flare intensi ed espulsioni di massa coronale potenzialmente dannose, sul lato “nascosto” del sole prima che ruoti verso il nostro pianeta. Nel mese di gennaio, gli astronomi hanno dichiarato di utilizzare il Solar Dynamics Observatory (SDO), i veicoli spaziali e il satellite giapponese Hinode, per studiare i pennacchi giganti e misurare i gas provenienti dalla fotosfera. Conosciute come spicole, queste fontane sono risultate essere più calde di quanto precedentemente osservato, il che significa che potrebbero essere una causa significativa del riscaldamento dell’atmosfera esterna del sole, o corona. Immagini di 191 brillamenti solari prodotte da SDO hanno anche aiutato un gruppo di astronomi a raggiungere alcune deduzioni fondamentali. Molte delle immagini hanno mostrato una “fase tardiva” compresa tra qualche minuto ad ore, dopo il picco. Un evento sfuggito in passato. Si è scoperto inoltre che i brillamenti solari rilasciano a quanto pare più energia di quanto precedentemente ipotizzato. L’attività solare continuerà probabilmente ad aumentare sino al 2013 o sino alla fine del 2012, quando ci sarà il picco massimo dell’attività undecennale. Con l’aumento dell’attività solare e dai dati a nostra disposizione, il 2012 dovrebbe essere quindi un anno molto interessante per la fisica solare.