L’ossigeno ha fatto la sua comparsa nell’atmosfera quasi 300 milioni di anni più tardi rispetto a quanto ritenuto fino a oggi: la notizia arriva da uno studio pubblicato su Nature da Mark Barley e colleghi dell’University of Western Australia (Perth, Australia), secondo cui la cosiddetta Catastrofe dell’Ossigeno – cioè il momento in cui si è formato l’ossigeno atmosferico – daterebbe tra i 2,48 e i 2,32 miliardi – e non 2,7 miliardi – di anni fa. Per arrivare a questa conclusione gli studiosi hanno analizzato campioni di ferro a bande – depositi presenti in rocce formatesi prima della comparsa dell’ossigeno negli oceani e nell’atmosfera – provenienti dalla regione australiana del Pilbara. In particolare i ricercatori hanno determinato l’epoca in cui il cromo presente nelle rocce ha iniziato a dissolversi nell’acqua a causa della comparsa di batteri che, utilizzando l’ossigeno, ossidavano le rocce promuovendo il passaggio del metallo nell’acqua: è stato così evidenziato che non esiste nessuna prova della presenza di cromo negli oceani – e, quindi, di ossigeno nell’atmosfera – prima di 2,48 miliardi di anni fa. La nuova teoria, spiega Barley, è supportata dall’affidabilità dei campioni di roccia utilizzati nella ricerca.


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