Meteo: dopo una settimana bizzarra arriverà la prima ondata di freddo invernale; temperature in picchiata dal weekend

Come abbiamo già anticipato nei nostri precedenti aggiornamenti previsionale, la situazione meteorologica si è vivacizzata dopo un paio di settimane abbastanza statiche e monotone dal punto di vista dei fenomeni e delle configurazioni bariche. Già all’inizio di questa settimana, nella giornata lunedì 12 dicembre, abbiamo avuto fenomeni di maltempo diffusi in molte Regioni d’Italia, con forti temporali nelle zone Tirreniche, il nubifragio di Roma, le nevicate sui rilievi Alpini e Appenninici e le temperature in calo in serata.
E’ stato solo l’inizio di una settimana estremamente bizzarra, dominata in Europa da profondissime perturbazioni nord Atlantiche in transito dalla Groenlandia alla Scandinavia. Si tratterà di vortici ciclonici molto profondi ed estesi, che andranno a condizionare il clima su tutta l’Europa.
In Italia si alterneranno fasi con richiami caldi e umidi provenienti da sud/ovest, in cui le temperature aumenteranno significativamente, alla discesa di fronti freddi provenienti da nord che faranno diminuire rapidamente le stesse temperature, che saliranno su una sorta di giostra che le farà salire e scendere di molti gradi in pochissimo tempo.
Almeno tre volte, infatti, avremo la solita “altalena” termica, prima sù con miti correnti sud/occidentali e poi giù con freddi venti settentrionali.
La prima si sta verificando proprio in queste ore: dopo il caldo che ha interessato il sud nella mattinata della giornata di lunedì, con picchi di +21/+22°C in Calabria e Sicilia e di +19/+20°C in alcune zone di Puglia, Campania e Basilicata, le temperature stanno diminuendo e caleranno ancora nel corso della giornata di martedì 13, anche se dal pomeriggio/sera di martedì avremo un nuovo aumento termico da ovest sulla Sardegna e nelle Regioni tirreniche che diventerà ancor più significativo mercoledì 14, quando l’Italia sarà interessata da una nuova mite sbuffata sud/occidentale con temperature in netto aumento in tutto il Paese e picchi vicini ai +20°C su molte Regioni, specie al centro e al sud.
Le temperature diminuiranno nuovamente nel pomeriggio/sera di giovedì e soprattutto nella notte tra giovedì e venerdì, con nuove piogge e temporali in molte Regioni, alimentati dai contrasti termici che con tutti questi sbalzi accentueranno le tempeste di fulmini e saette e le grandinate.
Il cambiamento successivo sarà ancora più veloce, e si concretizzerà nella giornata di venerdì 16 quando, nel pomeriggio/sera arriveranno masse d’aria molto molto calde da sud/ovest, in quanto si verificherà il richiamo prefrontale più imponente e anche più mite della serie, con temperature che nella notte tra venerdì e sabato saranno molto elevate. Sabato mattina, infatti, in alcune località del centro/sud ci saranno minime a ridosso dei +20°C, ben al di sopra rispetto alle medie del periodo.
Ma la situazione cambierà radicalmente per l’ennesima volta proprio nel corso della giornata di sabato: le temperature inizieranno a diminuire radicalmente specie nel pomeriggio/sera, prima al nord, poi al centro e infine anche al sud. Stavolta non si tratterà del solito affondo-lampo marginale, ma di una più decisa discesa nordica legata alla rotazione delle figure bariche sullo scacchiere Europeo. La prima oscillazione della corrente a getto determinerà la risalita verso l’alto Atlantico e l’Islanda dell’anticiclone delle Azzorre e quindi una discesa fredda dalla Scandinavia verso l’Italia e il Mediterraneo centrale: il calo termico di sabato sarà solo un antipasto rispetto a ciò che accadrà nei giorni successivi, tra domenica 18 e martedì 20, quando la prima vera ondata di freddo invernale interesserà il nostro Paese con temperature in picchiata, piogge sparse, temporali e nevicate che risulteranno copiose sui rilievi (specie Appenninici) e si spingeranno fino alle basse quote.

La mappa sinottica per venerdì 16

L’aria fredda sarà di origine Groenlandese, quindi polare-marittima, ma arriverà dalla Scandinavia dove nei giorni precedenti la aveva trasportata un poderoso ciclone nord Atlantico.

Prima di analizzare meglio l’ondata di freddo in arrivo (la prima della stagione), dobbiamo fare un passo indietro per sottolineare la principale caratteristica della settimana che abbiamo appena iniziato a vivere e che definire “bizzarra”, forse, è dir poco. Ci riferiamo ai venti, che saranno sostenuti dai quadranti occidentali ogni giorno, a tratti da sud/ovest e poi a tratti da nord/ovest ma sempre intensi, con mari molto mossi o agitati specie nei settori occidentali del nostro Paese, con possibili mareggiate nella Sardegna occidentale, nella Liguria di levante e su tutto il litorale Toscano, Laziale e Campano.

Detto questo, possiamo chiudere il capitolo previsionale su questa “settimana-pazza”. Seguiranno sul nostro MeteoNotiziario ulteriori aggiornamenti più a breve termine, come quello per le prossime ore con il maltempo che si sposta al sud, anche perchè sarà una settimana molto vivace anche dal punto di vista dei fenomeni, con continue ondate di instabilità e maltempo prima al nord e poi al sud e viceversa. Il nowcasting sarà fondamentale per monitorare la situazione in tempo reale.

L’affondo freddo si spingerà sull’Italia con decisione nella giornata di domenica 18

Intanto possiamo spingerci ad analizzare la prima ondata di freddo stagionale che è ormai certa, in quanto confermata da tutti i centri di calcolo per un termine ormai non troppo lontano.
Di certo non ci sono i dettagli, che possiamo provare a ipotizzare delineando uno scenario che è comunque da prendere con le pinze.
L’aria fredda inizierà ad arrivare nel nostro Paese a partire dal weekend, e l’arrivo di temperature così basse da nord/est per la prima volta nella stagione, dopo valori miti per settimane, determinerà senza ombra di dubbio la nascita di un vortice perturbato per ciclogenesi Mediterranea, molto probabilmente nel medio/alto Adriatico, cioè non appena l’aria fredda si spingerà oltre i Balcani.

La nascita e il posizionamento del minimo di bassa pressione sarà fondamentale per delineare i dettagli di quest’ondata di freddo, ma al momento pare che questa perturbazione Italica riesca a scivolare giù in fretta verso il mar Jonio, consentendo all’aria fredda di invadere tutto il Paese (anche se ovviamente i nuclei più gelidi rimarranno al nord e nelle Regioni Adriatiche) e determinando maltempo anche intenso nelle Regioni centro/meridionali.

Mercoledì 21 l’ondata fredda inizierà a defilarsi verso est, sui Balcani

Immaginiamo quindi un paio di giorni con forti piogge e temporali tra Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia dove arriverà la prima neve copiosa sui rilievi Appenninici a partire dai 1.200/1.300 metri nella prima fase, in calo fino agli 800/900 metri nei momenti di freddo più intenso, mentre al centro/nord ci sarà un gelo prevalentemente secco anche se nelle aree Adriatiche ci saranno neviate da stau e instabilità fino a basse o bassissime quote (tra Romagna, Marche, Abruzzo e Molise potrebbe fioccare fin sulla bassa collina).
Eventuali rovesci da instabilità nell’alto Adriatico potrebbero addirittura risultare nevosi fin in pianura, in quanto sia al suolo che in quota dovrebbero arrivare temperature davvero basse.

Avremo comunque modo e tempo, nei prossimi giorni, di approfondire ulteriormente gli scenari previsionali per questa prima ondata di freddo invernale di cui parleremo ampiamente nel nostro MeteoNotiziario.

Giovedì 22 l’anticiclone delle Azzorre si avvicina

Dando un occhio al lungo termine (la vicinanza con il Natale non può impedircelo!), possiamo notare come subito dopo questa prima di irruzione di freddo invernale dovrebbe tornare l’anticiclone delle Azzorre garantendo una fase più mite e stabile proprio in concomitanza con il weekend Natalizio, a testimonianza che questa prima sfuriata nordica molto probabilmente non è la svolta stagionale che segnerà l’inizio del vero inverno, ma solo un primo antipasto della stagione fredda, che poi si scatenerà con tutti i suoi rigori nei primi mesi del prossimo anno, il tanto atteso 2012 che – aspettando la tanto discussa fine del mondo – potrebbe iniziare nel segno di gelo e neve.
Ma anche di questo parleremo successivamente, la carne al fuoco è talmente tanta a breve e medio termine che spingersi sul lungo o addirittura sul lunghissimo diventa addirittura “irrispettoso” nei confronti di una situazione meteorologica particolarmente avvincente.