Nuovi indizi per svelare i misteri di Stonehenge

Nei pressi di Amesbury nello Wiltshire, in Inghilterra, a circa 13 chilometri a nord-ovest di Salisbury, sulla piana omonima, sorge Stonehenge, un sito neolitico famoso in tutto il mondo per il suo fascino e per i misteri che nasconde. Vari ricercatori hanno da sempre instaurato dibattiti per conoscerne il reale significato, tra teorie fantasiose e analisi scientifiche. Sono stati molti i libri e le opere realizzate in suo favore, così come sono milioni le persone che ogni anno si recano sul posto per ammirare il complesso, e tante sono le teorie riguardanti la funzione del sito. Come hanno fatto a trasportare pietre così pesanti nel 3200 a.C., ossia nel periodo in cui probabilmente vennero costruite le piramidi egiziane, è soltanto una delle domande a cui l’umanità non sa rispondere. Si è pensato che il sito fosse oltre che un luogo di culto, un grande calendario, realizzato dopo una paziente osservazione del cielo. Certamente si è notato come avesse molti riferimenti al cammino del Sole e della Luna e le direzioni degli allineamenti tra le varie pietre coincidono con alcuni punti della volta celeste, che corrispondono ad eventi periodici come il sorgere ed il tramontare del Sole ai solstizi. Recentemente però, un team internazionale di archeologi potrebbe chiarire almeno in parte il mistero che ancora oggi aleggia intorno a Stonehenge: a quando risale la datazione delle pietre megalitiche? E perché furono erette? Secondo Henry Chapman dell’Università di Birmingham, il sito di Stonehenge potrebbe essere stato un luogo sacro già 500 anni prima della costruzione dei cerchi di pietre.

Le evidenze fossili sembrebbero confermare che l’intera zona era dedicata al culto del Sole già in epoca preistorica: le ricerche hanno infatti portato alla ricostruzione dei percorsi di alcune processioni e altri rituali che venivano svolti a nord di Stonehenge. Analizzando con speciali radar il sottosuolo attorno al sito neolitico, gli archeologi hanno identificato due grandi camere allineate lungo un perfetto asse est-ovest che passa attraeverso la Pietra del Tallone, una grande pietra alta circa 5 metri collocata all’estremità del complesso, e attraverso il centro esatto di Stonehenge. Le probabilità che questo allineamento sia casuale sono assai ridotte e secondo gli archeologi seguirebbe il percorso ideale di una processione religiosa dedicata al Sole che si svolge il giorno dell’solstizio d’estate, quando a mezzogiorno la nostra stella è nel punto più alto del suo percorso. Questo studio quindi confermerebbe i legami di Stonehenge con il culto del Sole. “Lo studio in corso a Stonehenge è il più grande mai condotto al mondo con queste tecniche” spiega il Professor Vince Gaffney, direttore del progetto. L’operazione durerà ancora due anni,  e coinvolgerà un’area di 10 km quadrati attorno al sito principale: ogni metro quadro di terreno verrà sondato fino a 2 metri di profondità e i ricercatori si aspettano di trovare altre decine, se non centinaia, di pozzi, camere interrate e altri segreti.

Fonti: yahoo; pd.astro;