Osservato e fotografato uno “spettro rosso” da San Nicola la Strada (Caserta)

“Mentre stavamo analizzando i telerilevamenti della notte scorsa abbiamo avuto un sussulto di fronte all’immagine che ci si è presentata sullo schermo. Attraverso TeamViewer da remoto la definizione è di scarsa qualità per cui ho esitato un momento e ho preferito recarmi in sede per verificare da vicino quanto immortalato. Ebbene alle 20,15 circa, (passatemi il termine ..) siamo rimasti ‘fulminati’ davanti a questo enorme sprite che in proporzione rispetto a quello ripreso il 6 novembre scorso è almeno 10 volte più grande. Buona visione, Giovanni“. Di cosa si sta parlando? La webcam di San Nicola la Strada (Caserta), ha immortalato uno dei fenomeni meno conosciuti della nostra atmosfera: lo spettro rosso. Si tratta di un fenomeno elettrico che si manifesta negli strati alti dell’atmosfera, a decine di Km di altezza, ed è legato agli eventi temporaleschi. Hanno in genere una durata limitatissima, sono raramente visibili ad occhio nudo e si manifestano in corrispondenza di fulmini di elevata intensità di corrente elettrica. Si tratta quindi di uno degli spettacoli più eclatanti che avvengono in atmosfera. Non particolarmente raro, certamente, ma di difficile osservabilità. Compone la famiglia dei TLEs, ovvero Transient Luminous Events, ed è conosciuto copn il termine inglese Sprite o Red Sprite. L’attività elettrica terrestre non coinvolge solo la troposfera ma anche la regione sovrastante, fino a livello ionosferico. Un fulmine nube-suolo trasporta carica negativa dalla nube al suolo. Talvolta può succedere che la sommità positiva della nube perda la carica positiva (che si scarica al suolo), e quindi la regione di carica negativa, rimasta isolata, può quindi creare un intenso campo elettrico con la ionosfera. Il campo elettrico accelera gli elettroni verso la ionosfera che, urtando le molecole atmosferiche, ne eccitano i livelli energetici. Quando le molecole tornano al loro stato fondamentale emetteranno della radiazione elettromagnetica, rendendo visibile il percorso delle cariche negative. Questa è l’origine dei red sprites, studiati in modo sistematico a partire dal 1989. I red sprite, si presentano come globi di luce di colore rosso, con una luminosità superficiale piuttosto bassa. Sono correlati con i fulmini nubesuolo o intranube. La loro frequenza è pari a circa l’1% di quella dei fulmini comuni. I red sprite si formano al di sopra della cima delle celle temporalesche e possono essere singoli o multipli. Arrivano in alcuni casi fino a 95 km di altezza, con un massimo di luminosità attorno ai 65-75 km. La durata di un red sprite è di pochi millesecondi e sembrano correlati alle celle temporalesche alla fine del loro ciclo di vita. La luminosità di un red sprite è confrontabile a quella di un arco aurorale moderatamente luminoso. La potenza ottica di picco è di circa 5-25 MW, mentre la dimensione è dell’ordine di 10-20 km. Gli scienziati hanno già installato molte telecamere su montagne ad alta quota nella speranza di immortalare gli spettri rossi. Con la costruzione della nuova Stazione spaziale internazionale si potranno condurre ricerche più approfondite su questi fenomeni, con la speranza di dare risposta alle molte questioni ancora irrisolte. L’immagine ripresa è il frutto della brillante e impegnativa  ricerca  sui fenomeni transienti, unica nel Meridione d’Italia, di cui si possono avere informazioni più dettagliate sul Blog skysentinelblogspot.com“.

Bibliografia:

– Albino Carbognani “I fulmini globulari. Alla scoperta di uno straordinario fenomeno naturale. MacroEdizioni, 2006, pp. 22-23

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