“Ho ricevuto domande precise e avendo io giurato di dire la verita’, ho detto la verita’: che io dalla riunione della Commissione grandi rischi uscii affatto tranquillizzato, tanto che ritenni inutile la stessa riunione perche’ si chiedeva agli esperti qualcosa sulla quale non si poteva dare una risposta“. Lo ha detto all’Agi, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, chiamato stamane come teste nell’ambito del processo sul crollo del Convitto nazionale, in cui sono morti tre giovani studenti e per il quale due persone sono imputate di omicidio e disastro colposo. Il primo cittadino ha risposto cosi’ agli attacchi mossi da alcuni cittadini attraverso delle lettere e soprattutto al medico aquilano Vincenzo Vittorini, che dopo la testimonianza di Cialente aveva gridato al ‘complotto’ affermando: “C’e’ una non belligeranza tra istituzioni. Il sindaco – aveva tuonato Vittorini (che nel crollo della propria abitazione ha perso la moglie e una figlia) – e’ il capo locale della Protezione civile ed e’ assurdo, assurdo, assurdo che gli avvocati difensori non gli abbiano voluto chiedere nulla“. Cialente ha rimarcato come Calvi e Boschi (membri della Commissione grandi rischi) “si espressero in maniera tutt’altro che rassicurante. Da parte di qualcuno si e’ voluto fare un uso non corretto di quello che era emerso in sede di riunione. Ricordo – ha detto sempre all’Agi il sindaco – che la sera prima della riunione usci’ un comunicato della Protezione civile in cui si diceva che quello che stava accadendo era normale. Io non avevo il prefetto con me, lo sciame sismico continuava, le scosse avevano procurato dei danni con una citta’ in allarme. Io non ci credevo – ha detto Cialente – come sindaco scelsi di dichiarare lo stato di emergenza e misi appunto la macchina comunale di Protezione civile, non ho partecipato a rassicurare la citta’, erano giorni frenetici. Da una parte avevo il comunicato stampa della Protezione civile, dall’altro sentivo gli esperti che dicevano che si trattava di uno sciame anomalo e che prima o poi una forte scossa sarebbe arrivata, uscii dicendo, questi non sanno cosa dire. Ho fatto tutto quello che in scienza e coscienza potevo fare da solo“.


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