A Cosenza è psicosi terremoto. Dopo le scosse dei giorni scorsi, stamattina il tam-tam è partito via internet e sms e in città s’è sparsa una voce, assolutamente infondata, di un’imminente forte scossa sismica. Il geologo del Cnr Carlo Tansi, autore del viaggio nel cuore di una faglia che ha spiegato proprio nei giorni scorsi come sono originate le scosse che negli ultimi mesi stanno colpendo la Regione più a sud dell’Italia peninsulare, ha lasciato su facebook un messaggio forte e chiaro che riportiamo integralmente: “Ricevo nelle ultime ore telefonate, messaggi, email, di amici preoccupati perchè qualche stupido ha messo in giro voci false su un possibile forte terremoto. Invito le autorità a perseguire questi soggetti perchè commettono un reato penale grave che si chiama “procurato allarme”. ALLO STATO ATTUALE DELLE CONOSCENZE LA SCIENZA NON CONSENTE DI PREVEDERE I TERREMOTI…. persino i giapponesi – che sono all’avanguardia nello studio dei terremoti – non hanno previsto il terremoto-tsunami del marzo scorso…. quindi non c’è alcun motivo per allarmarsi. Spero di fare cosa graditi agli amici di fb nel pubblicare una mia nota, parzialmente pubblicata dal Quotidiano della Calabria, alla luce del terremoto del 20 dicembre 2007 (magnitudo 3,7, epicentro corrispondente a quello delle utlime scosse… Rende-San Vincenzo la Costa) … per arginare ad una psicosi – molto simile a quella che si sta inutilmente creando in questi giorni – che poi si è rivelata assolutamente infondata….
IL TERREMOTO NON SI PUO’ PREVEDERE!…. MA SI PUO’ SCONFIGGERE…SE SI VUOLE (di Carlo Tansi)
La Terra è un pianeta vivo, dinamico e in continua trasformazione. I terremoti, in realtà, sono comunissimi eventi naturali, diffusi quasi quanto il vento e la pioggia: le scosse sismiche non sono fenomeni così rari come si crede. Ogni anno in Calabria se ne producono centinaia, la maggior parte dei quali registrati solo dagli strumenti (sismografi).
La Calabria, regione tra le più povere d’Europa, vanta anche il primato di essere tra le più esposte al rischio sismico; ce ne ricordiamo solo quando la natura risveglia l’atavico incubo tutto calabrese: il terremoto.
Il terremoto colpisce in maniera improvvisa, secondo leggi apparentemente casuali le cui regole, allo stato attuale, sembrano gelosamente custodite dalla natura. Capire dove, come, quando e perché accadono determinati fenomeni naturali è uno dei principali obiettivi che scienziati e ricercatori inseguono, utilizzando e mettendo in campo tutta la tecnologia che man mano si rende disponibile. La Calabria è così esposta al rischio sismico perche è collocata esattamente lungo la zona di contatto tra l’Europa e l’Africa che si stanno avvicinando ad una velocità di 7 millimetri/anno; in altre parole, è “schiacciata” dall’enorme morsa costituita dalla zolla africana (a sud) e da quella europea (a nord). Questa morsa provoca la rottura delle rocce calabresi lungo quelle lunghe e profonde fratture della crosta terrestre che i geologi chiamano “faglie”. E ogni qual volta una roccia si rompe, si genera un terremoto. La Calabria è attraversata da un sistema di faglie attive che hanno dato origine alla quasi totalità dei forti terremoti che hanno colpito la nostra regione in epoca storica: il terremoto della Valle del Crati del 1184, il terremoto di Reggio e Messina del 1908, la crisi sismica della Calabria meridionale del 1783, i terremoti della Calabria centrale del 1638 e del 1905, i terremoti del cosentino del 1835, 1854 e 1870.
Allo stato attuale delle conoscenze non è possibile prevedere i terremoti. E però possibile capire dove potranno originarsi. Perciò se ASSOLUTAMENTE niente si sa sul “quando” un forte terremoto interesserà la nostra Regione, molto si conosce, invece, sul “dove” i terremoti possono originarsi e, quindi, su quali siano le aree a maggior rischio sismico, dal momento che le faglie calabresi da svariati anni sono oggetto di studio dei ricercatori. Bisogna dunque accettare il terremoto come evento naturale, imparare a conoscerlo e prendere coscienza del rischio sismico per compiere i primi decisivi passi verso una reale prevenzione. Attualmente la prevenzione si può fare solo realizzando o adeguando gli edifici alle normative antisismiche….. se questo viene realizzato – come si fa nei paesi più industrializzati – il terremoto non farà più paura e diventerà soltanto un lontano ricordo……
Morale: Sarà servito a far comprendere all’opinione pubblica e, soprattutto, alle Istituzioni regionali, che in una terra tra le più esposte al mondo al rischio sismico siano maturi i tempi per attivare tutte le migliori strategie di prevenzione che la più moderna tecnologia mette a disposizione per liberarci dall’atavico incubo, tutto calabrese, dei terremoti ? … questa orribile bestia nera, onnipresente nella storia della regione … incubo tutto calabrese perchè, in Paesi tecnologicamente più avanzati del nostro, la ricerca scientifica e tecnologica è riuscita a sconfiggere il terremoto. Avete presente quei servizi che riprendono talvolta gli studi televisivi giapponesi o nordamericani oscillare terribilmente in occasione dei terremoti? Ebbene, terremoti di magnitudo 7 che Tokyo o Los Angeles hanno fatto cadere qualche quadro, qualche mobile, o al massimo qualche cornicione, senza grandi danni significativi, in Calabria hanno fatto in passato centinaia di migliaia di vittime…. e continuano a turbare i nostri calabresi sonni….
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