Sulle Alpi adesso c’è tanta neve ed è alto il rischio valanghe

Alta l’attenzione in queste ore per la possibilita’ del verificarsi di valanghe sull’arco alpino. In particolare, a quanto riferisce il servizio Meteomont del Corpo Forestale dello Stato, e’ forte o marcato, a seconda delle zone, il pericolo in Valle d’Aosta, Piemonte e Trentino Alto Adige. Un sistema frontale di origine nord atlantica si e’ riversato sulla Penisola determinando un generale peggioramento delle condizioni del tempo. In particolare in Valle d’Aosta, nel settore delle Alpi Graie e Pennine, il pericolo delle valanghe e’ forte 4 (su una scala di 5) con una tendenza che e’ in aumento a causa dei forti venti e del rialzo delle temperature durante le ore piu’ calde della giornata. L’incremento notevole dello spessore del manto nevoso e la formazione di nuovi accumuli daranno modo a possibili e numerose valanghe spontanee di media grandezza. Il distacco provocato di lastroni di notevoli dimensioni e’ piu’ probabile gia’ con un debole sovraccarico sopra il limite del bosco. Mentre al di sopra dei 2000 metri si potranno verificare distacchi di valanghe di grandi dimensioni a debole coesione e a lastroni di superficie di vario spessore lungo tutti i versanti e sui pendii aperti, canaloni e conche. Le abbondanti nevicate in tutto il settore e la presenza dei forti venti stanno apportando considerevoli quantitativi di neve fresca formando dei nuovi accumuli creando cosi’ possibilita’ di distacchi di valanghe di media grandezza di neve umida su tutti i versanti a tutte le esposizioni lungo le creste, i dossi e nei pendii moderatamente ripidi. Inoltre il manto nevoso si presenta fortemente rimaneggiato dai forti venti, in sensibile intensificazione nei quadranti occidentali, e presenta una struttura composta principalmente da neve fresca che non e’ consolidata con gli strati sottostanti composti da vecchie croste lisce.

In Trentino Alto Adige, nel settore delle Alpi Venoste, Ortles-Cevedale, Brenta-Adamello, Dolomiti sud occidentali, Bondone Baldo, il pericolo delle valanghe e’ localmente marcato 3 nella zona nord-occidentale del settore. Qui i punti pericolosi sono oltre i 2000 metri di quota su tutti i pendii molto ripidi e le zone interessate da recenti accumuli eolici, come canaloni, zone sottocresta e avvallamenti. Nel resto del settore il pericolo valanghe e’ moderato 2. Qui i punti di pericolo sono le zone sottovento interessate da nuovi e vecchi accumuli eolici. In Piemonte, nel settore delle Alpi Marittime, Cozie, Graie, Pennine e Lepontine, il pericolo delle valanghe e’ marcato 3 e localmente forte 4 al di sopra dei 2000 metri sulle Alpi Cozie, Graie, Pennine e Lepontine nelle zone di confine. In Lombardia, nel settore delle Alpi Retiche, Alta Valcamonica ed Orobie, il grado di pericolo valanghe e’ moderato 2 per possibili distacchi di piccole valanghe, scaricamenti spontanei o provocati con forte sovraccarico, ma sale localmente a marcato 3 nelle zone interessate da significativi accumuli di neve ventata, per possibili distacchi spontanei o provocati gia’ con debole sovraccarico (passaggio di un escursionista o singolo sciatore), di piccole/medie valanghe di neve a debole coesione di superficie e lastroni da vento slegati alla neve sottostante. La tendenza del pericolo e’ in aumento.