Vortice polare sempre più scatenato in sede artica, nuove forti tempeste in arrivo sul Regno Unito

Vortice polare in ottima forma in sede artica agevola la zonalità lungo le medio-alte latitudini

Un vortice polare cosi scatenato in sede artica, lungo le alte latitudini, non fa altro che favorire le condizioni ideali per l’insorgenza e lo sviluppo delle grandi tempeste extratropicali sul nord Atlantico, ma non solo. Ricompattandosi in più lobi principali, tra artico canadese e l’estremo est delle coste siberiane, l’azione del vortice polare continua ad alimentare un impetuoso flusso zonale lungo le medio-alte latitudine dell’emisfero boreale, con una “Jet Stream” molto forte e ben stirata sui paralleli, impedendo alle gelide masse d’aria artiche di scivolare a latitudini più basse, tra il continente nord-americano e l’Europa. Ciò spiega perchè il freddo e la neve continuano a latitare sia in Italia che sul resto del vecchio continente, malgrado siamo giunti in prossimità della meta di Dicembre. La zonalità al momento continua e continuerà a sfornare profondi cicloni extratropicali che dalle coste canadesi orientali, fra penisola del Labrador, Terranova e Nova Scozia, tendono a muoversi in direzione dell’Islanda e delle isole Britanniche, rafforzandosi ulteriormente durante il loro naturale tragitto sopra il nord Atlantico. Proprio in prossimità delle coste groenlandesi e dell’Islanda le profonde aree depressionarie, in arrivo dalle coste canadesi orientali, tendono ulteriormente ad approfondirsi grazie alle continue irruzioni di aria molto gelida dall’artico canadese e dai territori del nord-ovest. In questo momento un profondo ciclone extratropicale, con un minimo barico al suolo sotto i 970 hpa, sta transitando poco a sud delle coste meridionali groenlandesi, davanti Capo Farvel, apportando forti tempeste di vento, da SO e Ovest, che dal mar del Labrador vanno ad estendersi all’Atlantico nord-occidentale, nel tratto compreso davanti le coste groenlandesi e a sud dell’Islanda.

Violenta tempesta a sud delle coste groenlandesi, con onde alte più di 10-12 metri

Nelle prossime ore la violenta tempesta si sposterà nel tratto di oceano davanti la punta meridionale della Groenlandia e sul settore più occidentale dell’Atlantico settentrionale, dove i fortissimi venti, da SO e Ovest, che soffieranno con punte superiori ai 150-160 km/h, solleveranno gigantesche ondate, alte anche più di 9-10 metri. Ma all’interno dell’area perturbata, dato il notevole “Fetch” (lo spazio di mare su cui soffia il vento), esteso  dalle coste di Terranova fino all’Atlantico centro-orientale (ad ovest delle isole Britanniche), saranno possibili pure grandi onde, alte anche più di 11-12 metri.  La navigazione, con questo tipo di condizioni meteorologiche, sarà resa proibitiva anche per le navi e i mercantili di media e grossa stazza. Si tratterà di un vero e proprio uragano che per fortuna scatenerà gran parte della propria potenza in pieno oceano, su buona parte dell’Atlantico centro-occidentale. Nel pomeriggio di domani i forti venti occidentali raggiungeranno, parecchio indeboliti, le coste irlandesi, la Scozia, il Galles e l’ovest dell’Inghilterra, dove avremo raffiche molto forti, fino a oltre i 90-100 km/h sulle coste settentrionali irlandesi e nel sud-ovest della Scozia, ma non paragonabili con le devastanti bufere di vento già viste lo scorso giovedi 8 Dicembre, quando le raffiche toccarono picchi di 265 km/h sui rilievi scozzesi.

Tra lunedi 12 e martedi 13 la situazione però tornerà a complicarsi a causa del rapido approfondimento di quel vortice depressionario di passaggio a sud delle coste islandesi. L’area depressionaria sarà raggiunta  da un blocco di aria molto fredda, di estrazione artico marittima (quindi molto gelida in quota), in discesa dal mare di Groenlandia, dalle latitudini sub-polari. Questo fiume di aria fredda, artico marittima, entro la serata di lunedi 12 si inietterà all’interno della circolazione depressionaria oceanica, favorendo un suo rapido approfondimento, tanto che in poche ore il minimo barico al suolo, centrato poco a nord-ovest delle coste settentrionali irlandesi, scivolerà al di sotto dei 950 hpa, divenendo particolarmente profondo. Nella mattinata di martedi 13 Dicembre il profondo ciclone extratropicale raggiungerà le coste settentrionali scozzesi allo “status” di depressione-uragano, con un minimo barico al suolo stimato al di sotto dei 950 hpa. Passando poco a nord delle isole britanniche il profondo vortice depressionario determinerà un notevolissimo infittimento di isobare sopra tutto il Regno Unito e il mar del Nord, esaltato ulteriormente dalla presenza a sud, tra medio Atlantico e penisola Iberica, di un cuneo dell’anticiclone delle Azzorre, con massimi di oltre 1030 hpa. Il “gradiente barico che si verrà a creare sarà talmente intenso da richiamare furiose tempeste di vento dai quadranti occidentali , dapprima da SO e poi da Ovest, dal nord Atlantico al Regno Unito e mar del Nord. Stavolta i venti più violenti dovrebbero colpire e flagellare le coste irlandesi, le coste occidentali di Scozia e Inghilterra e persino il Galles e la Cornovaglia, con venti fino a 140-150 km/h lungo le aree costiere più esposte. Sui rilievi invece si supereranno nuovamente i 190-200 km/h, specie fra Highlands e i Pennini. Venti forti sferzeranno in modo più deciso rispetto alla precedente tempesta dell’Immacolata buona parte dell’Inghilterra e il Galles, creando innumerevoli disagi nel settore dei trasporti, con porti, aeroporti e ferrovie bloccate. Massima attenzione pure alle forti mareggiate previste tra Irlanda, Scozia e ovest dell’Inghilterra. Le previsioni non sono del tutto rosee per i giorni successivi visto che fra il 15 e il 16 una nuova violenta tempesta rischia di abbattersi