Astronomia: le galassie invisibili

Uno studio di un gruppo di ricerca coordinato dall’astrofisica italiana Simona Vegetti, annunciato su Nature, afferma che la nostra galassia, la Via Lattea, possiede una compagna oscura. Si tratta di una piccola galassia nella quale domina la materia misteriosa ed invisibile che occupa il 25% del cosmo. L’oggetto si trova a circa 10 miliardi di anni luce dalla Terra e a quanto dice l’astrofisica, è rimasta oscura, individuata grazie alla tecnica della lente gravitazionale. Si tratta di una galassia satellite con una massa equivalente a circa 200 milioni di volte il nostro Sole. Oltre alle stelle sembrano mancare all’appello anche le polveri, i gas e più in generale tutta quella materia ordinaria che conosciamo. L’ingrediente prevalente, se non l’unico, pare essere la sostanza enigmatica che costituisce circa un quarto di tutto il nostro universo: la materia oscura. Una teoria afferma che attorno alla Via Lattea possano esserci numerose galassie nane, nonostante ne siano stati osservati soltanto pochi esemplari. I modelli suggeriscono che la Via Lattea dovrebbe avere circa 10.000 galassie satelliti, delle quali finora ne sono state osservate appena 30. Questo fa ipotizzare che molte di esse o abbiano pochissime stelle, o siano composte quasi esclusivamente di materia oscura, impossibile da osservare direttamente con gli attuali strumenti, perchè le particelle che la compongono non assorbono o emettono luce. La materia oscura è teorizzata dagli effetti gravitazionali che ha sulla materia visibile, un fenomeno che suggerisce che l’universo abbia molta più massa di quella che si vede. La difficoltà di localizzazione viene proprio dal fatto di non essere luminose, e quindi praticamente introvabili se non attraverso quelle tecniche non sempre possibili. Cercare di scovarle è uno degli obiettivi futuri dell’astrofisica, in quanto si potranno testare i modelli di formazione delle galassie.