Dall’inizio dell’anno, il Brasile e’ ‘castigato’ da due fenomeni climatici completamente opposti, come spiega oggi il corrispondente dell’Ansa Leonardo Cioni: da una parte la pioggia abbondante sul sud-est del Paese, che ha gia’ provocato alluvioni con morti (13 finora) e decine di migliaia di evacuati; dall’altra la siccita’ persistente sull’estremo sud e sul nord-est, quest’ultimo caratterizzato da aree particolarmente aride e desertiche (il cosiddetto ‘sertao’). Se le regioni di Minas Gerais (dove in ben 103 municipi e’ stato dichiarato lo stato di emergenza), Rio de Janeiro, Espirito Santo e San Paolo lottano contro le inondazioni e vivono in costante allerta per il previsto arrivo di nuove precipitazioni, gli Stati meridionali di Rio Grande do Sul, Santa Catarina e Parana’ soffronto insieme per la totale assenza di acqua, ormai da diversi mesi. La situazione piu’ grave, anche per i riflessi sull’economia locale, e’ forse quella di Rio Grande do Sul, dove e’ stata calcolata una perdita del 25% della produzione annuale di soia, pari a 1,5 miliardi di dollari, che avra’ ripercussioni su quasi 900mila persone. Danni pesantissimi all’agricoltura stanno riguardando anche la confinante Argentina, bersaglio di quella che potrebbe risultare la peggiore siccita’ degli ultimi 46 anni: l’assenza di pioggia minaccia anche qui la produzione di soia e compromette il 60% della raccolta del mais. L’eccesso di piogge provoca problemi opposti a Rio, dove la zona piu’ colpita e’ stata finora quella di Tres Vendas, a 300 km dalla capitale: un’autostrada concepita come diga per il fiume Muriae’ si e’ spaccata a meta’ e una valanga d’acqua ha sommerso le vicine comunita’. Circa 2mila persone sono state allontanate, mentre altrettante sono rimaste a presidiare le loro case, nonostante gli avvisi delle autorita’, che sono arrivate a tagliare l’energia elettrica per forzarle a lasciare il luogo. Intanto, anche gli abitanti della regione ‘Serrana’ – la catena montuosa attorno alla capitale carioca – fissano il cielo con preoccupazione: esattamente un anno fa i temporali sono stati cosi’ violenti da provocare la morte di oltre 900 persone, mentre piu’ di 500 sono risultate disperse. Non bastasse l’emergenza climatica, nuove polemiche si sono scatenate anche sul versante politico: il ministro all’Integrazione nazionale, Fernando Bezerra, e’ accusato di aver destinato la maggioranza dei fondi pubblici per la prevenzione dei disastri ambientali al proprio ‘feudo’ elettorale, lo stato di Pernambuco di cui e’ originario.
Brasile in ginocchio per frane e alluvioni nel sud/est e una grave siccità in altre aree del Paese


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