Costa Concordia: la nave va raddrizzata e poi rimorchiata

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Prima va recuperato il carburante, poi andra’ recuperato il relitto. A questo stanno lavorando i tecnici olandesi della Smit, la societa’ specializzata di Rotterdam che da sabato sono al lavoro sul relitto della Costa Concordia incagliata all’Isola del Giglio. Gia’ da 48 ore gli specialisti sono impegnati a ‘debunkerare’ cioe’ ad aspirare dalla nave il carburante presente nei serbatoi, cosi’ da scongiurare danni ambientali. Nei serbatoi della Costa Concordia ci sono circa 2.400 tonnellate di carburante. Per questa operazione serviranno almeno 2 settimane. Il passo successivo sara’ quello di raddrizzare la nave, mettendola in condizione di galleggiare e poi rimorchiarla in cantiere. Il transatlantico e’ lungo 293 metri e pesa 114.500 tonnellate. In sostanza, spiegano gli ingegneri olandesi, la nave va rimessa in verticale, con dei grandi pali piantati in mare nella parte opposta all’inclinazione, per dare la controspinta; poi l’imbarcazione andra’ imbragata e sollevata con paranchi e cassoni galleggianti. Nel frattempo va riparata la falla e occorre far fuoriuscire l’acqua con delle pompe idrovore. Solo a quel punto la Costa Concordia potra’ essere rimorchiata in cantiere, dove l’armatore decidera’ se restaurarla o demolirla. Se non riuscisse questa operazione, c’e’ una seconda opzione, ovvero smontare il natante pezzo a pezzo, un’operazione piu’ lunga e complicata, viste le dimensioni del natante.