Costa Concordia, “palombaro” della Marina spiega come hanno aperto i varchi ai soccorritori

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Come un calcione alle pareti. Dodici palombari della Marina militare, giunti sabato sull’isola del Giglio, hanno aperto questa mattina i varchi ai soccorritori, impegnati senza sosta sulla nave Costa ‘Concordia’ alla ricerca dei dispersi. Gli uomini del gruppo operativo subacqueo della Marina, specializzati in missioni delicate, hanno operato in due team da sei persone. Grazie a cinque microcariche esplosive, hanno creato altrettante nuove vie di ingresso per accedere all’interno della nave naufragata. ”L’obiettivo -spiega all’Adnkronos uno dei palombari impegnato nell’azione- era aprire dei varchi per i soccorritori. Lo abbiamo fatto attraverso cariche microesplosive controllate, in modo da non variare l’assetto della nave’, ‘incrinata su un fianco. Dopo l’azione dei palombari della Marina, infatti, i sommozzatori della stessa forza armata, della Guardia Costiera e dei Vigili del Fuoco hanno potuto iniziare a esplorare le parti della ‘Concordia’ che non erano state ancora ispezionate. Poi, racconta ancora il palombaro, ”nel varco che avevamo aperto a poppa, i soccorritori hanno ritrovato 5 corpi. Non ci fermiamo -assicura- la speranza, che ognuno di noi continua ad avere, e’quella di trovare persone ancora in vita”. Sul luogo del disastro, si susseguono briefing operativi per mettere a punto obiettivi e strategie. Resta da valutare in queste ore se sara’ necessario aprire altre vie d’ingresso alla nave, nella giornata di domani. Alla ricerca dei dispersi che ancora mancano all’appello.