”Non esistono zone restrittive in Campania, anche perche’ il buon senso e le regole di navigazione impediscono manovre sconsiderate tipo quella di avvicinamento estremo alle coste”. Cosi’, il comandante della Capitaneria di Porto di Napoli, ammiraglio Domenico Picone, che e’ anche vice presidente del Comitato Portuale, ha risposto a chi gli ha chiesto di commentare il cosiddetto inchino, consuetudine che, all’Isola del Giglio, hanno provocato il naufragio della Costa Concordia. ”L’unica che ci risulta – ha ricordato Picone – e’ quella istituita molto tempo fa nella zona della Penisola Sorrentina dove non e’ permesso alle navi di avvicinarsi a meno di 500 metri dalla costa a meno che non siano diretti all’ancoraggio nella rada di Sorrento”. In merito alle foto apparse sui quotidiani che ritraggono navi da crociera a pochi metri dai Faraglioni di Capri, Picone ha detto che si tratta di ”un fatto strettamente personale e la responsabilita’ e’ del comandante della nave che ha deciso la rotta”.
La capitaneria di porto di Castellammare di Stabia, invece, da cui dipende la Costiera Sorrentina, ipotizza misure restrittive per la navigazione sotto costa delle delle navi da crociera. Per il tenente Ernesto Pescatore, ”benche’ la rotta da tenere, in base al codice di navigazione, sia di ampia discrezionalita’ dei comandanti, e’ consuetudine di quasi tutte le navi da crociera avvicinarsi alla costa e salutare quanti sono sulla terra ferma con i tre fischi”. Comunque, dice Pescatore, ”se prima c’erano delle limitazioni ora, alla luce di quanto successo all’Isola del Giglio, queste saranno ancora piu’ rigide per garantire una maggiore sicurezza”. La normativa impone alle imbarcazioni da diporto una distanza di 200 metri dalla costa tra il primo giugno e il 30 settembre. ”Per le navi da crociera, che hanno un pescaggio molto piu’ profondo, i comandanti debbono attenersi a delle regole di distanza molto piu’ ampie”, dicono i responsabili della capitaneria di porto di Castellammare. ”Le navi che transiteranno in Costiera sorrentina – aggiungono – dovranno chiaramente fermarsi in rada, come avviene da sempre, visto che il porto di Sorrento non ha le caratteristiche utili per ormeggiare internamente. I comandanti avvisano del loro passaggio almeno 24 ore prima. Ma gia’ da ora le compagnie di navigazione ci stanno inviando i calendari dei loro passaggi”, ha precisato il tenente Ernesto Pescatore. Secondo il comandante della Capitaneria di Porto di Ischia, tenente Dario Ambrosino, ”un’esatta osservanza delle norme di cautela previste dal codice della navigazione e delle convenzioni internazionali, con un’attenta lettura delle carte nautiche, consente di navigare in sicurezza”. In sostanza fondamentale e’ la perizia marinaresca di chi conduce la nave. Ad Ischia i fondali sono molto profondi e l’area marina protetta, insieme alle regole del codice della navigazione sono sufficienti a garantire la sicurezza in mare. ”Non bisogna derogare dalle rotte stabilite – sostiene il sindaco di Ischia Giuseppe Ferrandino – e non bisogna fare manovre azzardate. Non facciamoci prendere da fobie perche’ da anni stiamo lavorando per beneficiare del turismo crocieristico e abbiamo anche un piano di ancoraggio per determinate navi da crociera”.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?