L’Italia delle energie rinnovabili conquista gli Emirati Arabi Uniti. Qui, dove l’importanza degli investimenti consente di puntare sulla qualita’ invece che sulla quantita’, e’ alla tecnologia italiana che si guarda con maggiore interesse per lo sviluppo di progetti sostenibili. Basta pensare che tra gennaio e settembre 2011 le esportazioni italiane di apparecchiature per reti di distribuzione e controllo dell’elettricita’ verso gli Emirati Arabi Uniti hanno segnato un +29,1% (elaborazioni Ice su dati Istat). Un interesse che si traduce anche nella massiccia presenza italiana al World Future Energy Summit di Abu Dhabi, principale piattaforma internazionale del business green, al quale l’Italia partecipa per la quarta volta consecutiva, quest’anno con 29 aziende. “Un vero e proprio exploit”, conferma all’Adnkronos l’ambasciatore italiano Giorgio Starace, che sta seguendo i lavori ad Abu Dhabi, e per il quale gli Emirati “puntano esclusivamente alla qualita’ della tecnologia e in questo senso sono particolarmente interessati al mercato italiano e tedesco”, aggiunge. Strano paradosso, visto che gli Emirati Arabi Uniti figurano nella top ten dei principali Paesi produttori di petrolio, esattamente all’ottavo secondo la BP Statistical Review of World Energy del 2010, con 949 milioni di barili pari al 3,3% sul totale della produzione mondiale. Ma scompaiono dalla classifica quando si parla, invece, dei venti principali consumatori al mondo.
Abu Dhabi, fa sapere all’Adnkronos l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane con sede a Dubai, ha assicurato che, entro il 2020, il 7% del suo fabbisogno di energia totale sara’ assicurato da fonti di energia rinnovabile. Tradotto in cifre, si parla di circa 1.500Mw d’energia pulita, anche grazie al progetto Masdar City, la citta’ ad emissioni zero “al cui progetto partecipa anche un’azienda italiana, presente al Summit di Dubai nel 2011 con il Gse, il Gestore servizi energetici”, sottolinea l’ambasciatore Starace. Inoltre, il 10 gennaio scorso e’ stato annunciato il lancio del progetto ”The Mohammad Bin Rashid Al Maktoum Solar Park” da 3,26 miliardi di dollari, che una volta a regime, nel 2030, sara’ in grado di generare 1.000 Mw di energia, “sviluppando tecnologie solari e fotovoltaiche, settori di punta delle aziende italiane, ed aprendo cosi’ ampi margini di collaborazione per questi settori tra i due Paesi”, fa sapere ancora l’Agenzia. Lo sviluppo dell’industria delle tecnologie pulite (“cleantech”) e delle energie rinnovabili nei paesi del Golfo e’ assicurato, infatti, oltre che da un periodo di crescita sostenuta, anche dall’interesse sia del settore pubblico che di quello privato. Dal lato pubblico esiste, infatti, un impegno in crescita per lo sviluppo sostenibile da parte dei governi di questi Paesi, che si riflette in obiettivi ambiziosi per incrementare la quota d’energia rinnovabile nel mix di generazione d’energia nazionale, come anche la creazione di sempre piu’ favorevoli quadri normativi.
In tutto questo l’Italia, grazie alla forte presenza sul territorio nazionale di imprese meccaniche, che da sole servono il 60% del mercato mondiale, e’ di fatto leader nella produzione di apparecchiature elettriche, importanti per la produzione di energia eolica. Secondo le statistiche di interscambio Italia-Emirati Arabi Uniti relative al periodo 2002-2011 (elaborazioni Ice su dati Istat, con dati aggiornati a settembre 2011), le esportazioni italiane di turbine e turboalternatori segnano un aumento del +765 %. Le esportazioni di apparecchiature elettriche crescono del 2,5%, e un aumento di rilievo (+29,1%) per il periodo gennaio – settembre 2011 e’ stato rilevato anche per le esportazioni di apparecchiature per reti di distribuzione e controllo dell’elettricita’. Dati che si inseriscono nell’ambito di un positivo interscambio Italia-Emirati Arabi Uniti che segna un + 68% nei primi 9 mesi del 2011 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le esportazioni italiane sfiorano i 3,5 milioni di euro tra gennaio e settembre 2011, aumentando del 25% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Di contro le importazioni dell’Italia dagli Emirati Arabi Uniti sono quasi raddoppiate per il periodo di riferimento.


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