“E’ ora il momento” di “rilanciare il progetto Fast”, in vista del nuovo Programma Quadro europeo 2014-2018 (Pq Fp8) che decidera’ “i finanziamenti per gli impianti sperimentali esistenti o in fase di costruzione”. E’ questa la proposta emersa oggi all’avvio del brain storm “Prospettive per il programma italiano sulla fusione: un satellite europeo a partire dalla proposta Fast”, che si tiene fino a domani al Centro Ricerche Enea di Frascati. Il confronto fra esperti avviato nel workshop dell’Enea e’ incentrato proprio sulla proposta scientifica riguardante l’esperimento Fast, Fusion Advanced Studies Torus. “Questo nuovo esperimento, che nasce dalla creativita’ e competenza italiane, e che verra’ realizzato in Italia, -spiega l’Enea- accompagnera’ Iter nella sua fase operativa e per questo viene considerato come suo ‘satellite'”. “La macchina Tokamak Fast, proposta dall’associazione Enea-Euratom- e’ determinante -prosegue l’Agenzia- per il mantenimento del livello di eccellenza delle competenze nazionali conseguito in questo settore strategico e per partecipare alle scelte energetiche future”. “La fusione nucleare e’ oggi considerata -spiega l’Enea- una delle opzioni utili per garantire una fonte di energia di larga scala, sostenibile, sicura e praticamente inesauribile. La fusione e’ la fonte energetica che alimenta il Sole e tutte le stelle. Se si riuscisse a riprodurre questa sorgente sulla Terra potremmo disporre di una fonte praticamente illimitata di energia, senza emissioni nocive ne’ di gas serra”. “La costruzione di Iter, che sara’ il primo impianto a fusione di dimensioni paragonabili a quelle di una centrale elettrica convenzionale, iniziata nel 2007 in Francia, nel sito di Cadarache, costituisce un passo decisivo verso la dimostrazione della fattibilita’ scientifica e tecnologica della produzione di energia da fusione termonucleare controllata” aggiunge l’Enea che, nel quadro delle politiche internazionali, con il brain storm di Frascati tira cosi’ un bilancio dello stato della ricerca sulla fusione nel nostro Paese. Volendo fare un paragone, prosegue l’Enea, “Fast puo’ essere vista come una sorta di galleria del vento per i collaudi aerodinamici”. Questo progetto “consentira’ infatti di provare materiali avanzati, tecniche innovative e modalita’ operative prima che queste vengano utilizzate in Iter, che e’ un esperimento meno flessibile e ha costi operativi maggiori”. Con questo esperimento, “Iter potra’ raggiungere gli obiettivi prefissati piu’ rapidamente e con maggior sicurezza e la comunita’ scientifica italiana avra’ un ruolo da protagonista nell’era dell’energia da fusione”. “Fast vuole essere integrato e condiviso nel programma europeo, che gia’ l’ha considerato favorevolmente sul piano scientifico, come risulta da una revisione del programma europeo fatta da un Panel internazionale nel 2008. Fast, inoltre, -sottolinea l’Enea- avra’ importanti ricadute economiche sull’industria e la tecnologia italiane, come gia’ avviene per la partecipazione della nostra industria alla costruzione di Iter con l’acquisizione di prestigiose commesse”. Oltre ai rappresentanti dell’Enea, al convegno partecipano gli studiosi che fanno capo agli altri due laboratori di eccellenza italiani nel settore della fusione, il Consorzio Rfx di Padova e l’Istituto di Fisica del Plasma del Cnr di Milano, nonche’ esperti di numerose universita’ Italiane che collaborano al programma. L’Enea ricorda quindi di essere “fortemente impegnata nelle ricerche sulla fusione, sia nel campo della fisica sia in ambito tecnologico”. Le attivita’ dell’Enea vengono svolte nel quadro del programma Euratom per la fusione che coinvolge i Paesi dell’Unione Europea e la Svizzera. Oltre a svolgere il ruolo di coordinamento delle attivita’ sulla fusione a livello nazionale, l’Enea ricorda infine di lavorare “in stretta collaborazione con l’industria, grazie alle eccellenti professionalita’ ed alle infrastrutture di ricerca del Centro di Frascati, sede dell’Unita’ Tecnica per la Fusione Nucleare”.


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